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24 giugno 2018

Spettacoli

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26.02.2018

Banff, purezza al cinema Acqua, terra, aria, fuoco

Johanna pratica un foro nel ghiaccio artico e vi si immerge IAN DERRYAcrobati  del surf su un cavo fra due torri naturali HELLO EMOTION
Johanna pratica un foro nel ghiaccio artico e vi si immerge IAN DERRYAcrobati del surf su un cavo fra due torri naturali HELLO EMOTION

Fa tappa a Brescia anche quest’anno il Banff Mountain Film Festival World Tour (Bmffwt) - teatro Sociale ore 20 - e si presenta con un’intrigante, ben congegnata, varietà di temi, ambienti, approcci con la natura e la montagna, polifonia di suoni e immagini verosimilmente destinata a suscitare adesione e ammirazione assieme alla domanda: «Why?», perché? che è anche il titolo dell’ultimo, magnifico video in programma, su un gruppo di kayaker francesi in discesa verso il mare su impossibili fiumi islandesi. La solidità della roccia e la liquidità del mare sono il contesto in cui si muove il grande scalatore Chris Sharma nella pratica del «deep water solo» cioè l’arrampicata libera con il mare ad accoglierti in caso di caduta. Acqua e ghiaccio sono invece visitati in un video di essenziale e pura bellezza dalla finlandese Johanna Nordblad la quale, come i pescatori, pratica un foro circolare nell’Artico poi vi si immerge e nuota come un pesce sotto l’acqua e il ghiaccio. I gelidi paesaggi dello Yukon, coperti di ghiaccio e neve sono il teatro dell’impresa per ruote e pedali portata a termine, nel ricordo e nel segno di Jack London, dall’inglese venticinquenne Ben Page, nel video «The Frozen Road». «Tsirku» è la neve, un’orgia di neve in tutte le sue incredibili forme e striature, di spigoli e canali di assoluta verticalità, discesi da sciatori estremi nell’area del ghiacciaio omonimo, nella selvaggia catena del monte Sant’Elia, alla convergenza tra Alaska, Yukon e British Columbia. E «Surf the line» è l’aria: la linea di un cavo metallico teso fra due torri naturali, sul quale si lasciano scivolare a bordo di uno surf i folli acrobati francesi dei Flying Frenchies. Ma non è tutto: ci sarà anche la storia dello sherpa Apu, «Planet Earth II» raccontato da David Attenborough; le salite in free solo di Brad Gobright e le folli acrobazie sugli sci fra case e strade di Tom Wallish in «Imagination». Le risposte a domande sconfinanti in scelte esistenziali e psicologiche sono sempre individuali e imprevedibili, tuttavia è lecito supporre che lo spettacolo itinerante portato in giro per il mondo dal Bmffwt, una volta liberatosi dal momento presente e fissatosi nella memoria, finirà per convincerci che l’uomo è davvero un animale versatile e intelligente, capace, nel bene come nel male, di inventare ogni tipo di strumento per rapportarsi in modo inedito e spettacolare alla natura: terra, neve, acqua, ghiaccio, roccia che essa sia. QUESTO RAPPORTO, poi, non è una macchina celibe che gira su se stessa: è una specie di volontà che attraverso il racconto e la rappresentazione ci fa percepire quasi fisicamente, grazie alla stratosferica perfezione delle immagini, significativi frammenti del pianeta sul quale viviamo. Non c’è spettatore che non si chieda, almeno una volta, grazie a chi o a che cosa, sia esso uomo o drone, noi si veda quel che si vede. •

F.B.
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