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22 novembre 2017

Spettacoli

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07.11.2017

Cabra in continuo movimento

Fausto Cabra, 36 anni, nel film
Fausto Cabra, 36 anni, nel film

In continuo movimento. Ululando nelle notti di luna come lupi in cerca d’ispirazione, dalle penombre del teatro – luogo d’elezione e della libertà, «dove nel corpo a corpo col pubblico ti dimentichi chi sei» – alle fascinazioni del cinema «sincero, anomalo, svincolato dall’ossessione di piacere a tutti i costi».

Vibrazioni artistiche discordi e scostanti, eccitanti, puro nutrimento per l’ego, fiamma che accende il lato oscuro, essenze complementari in una linfa creativa che a 36 anni scorre bollente nelle vene, da Shakespeare al grande schermo.

Stare fermi uccide. Lo sa bene Fausto Cabra, più vivo che mai, look casual e aria vagamente maudit, che dismessi solo qualche ora prima i panni di Proteo indossati sul palco del teatro Sociale ne «I due gentiluomini di Verona», commedia «sperimentale, spigolosa, vitale e irruenta» (versione di Giorgio Sangati), ieri sera poco prima delle 21 s’è presentato al nuovo Eden per rendere grazie al film «Dove non ho mai abitato», regìa di Paolo Franchi, intervenuto per un breve saluto al pubblico bresciano in collegamento telefonico con Daniele Pelizzari del Ctb. Nel film Cabra interpreta Paolo, giovane e ricco neosposo immerso come gli altri personaggi nell’inebriante e malinconico profumo dell’alta borghesia sabauda, tra rimpianti e sentimentalismi d’autore.

«LA SFIDA era portare in scena un personaggio non protagonista facendolo in modo mai banale, quasi un po’ folle…Lavorare con Franchi è stato stimolante». Vietato rifiatare: mercoledì l’attore bresciano tornerà di nuovo sul set, a Torino, per «Amor y Anarchia», opera prima della regista Agustina Macri. «Amo i ruoli scomodi e irriverenti, gli artisti liberi come Nolan, mi intrigano le persone curiose e un po’ spregiudicate, che amano prendersi rischi per inseguire i propri sogni – dice l’attore -. Odio invece la piaggeria, mi spaventa l’idea del consumismo applicato all’arte: il cinema che uccide la fantasia, quello non mi interessa! Sto lavorando a anche nuovi progetti per il teatro. Quanto al cinema, ho capito che a me piace da morire, devo capire se anche io piaccio al cinema. Lo sto ancora scoprendo».E.ZUP.

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