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21 novembre 2017

Spettacoli

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09.11.2017

«Fratelli», un padre e la casa di famiglia

Stefano Fresi, Matilde Gioli, Lino Guanciale e Augusto Fornari
Stefano Fresi, Matilde Gioli, Lino Guanciale e Augusto Fornari

ROMA

Una commedia che viene dal teatro, come il suo regista Augusto Fornari, e che racconta una storia familiare con al centro una villa venduta troppo in fretta. È La casa di famiglia in uscita il 16 novembre in 280 copie distribuite da Vision. Il film, che segna il debutto alla regia di Fornari, ha come protagonisti quattro fratelli: Alex (Lino Guanciale), i gemelli Oreste (Stefano Fresi) e Giacinto (Libero De Rienzo) e Fanny (Matilde Gioli). Quattro fratelli vissuti in una certa agiatezza in una bella villa di famiglia in campagna che a un certo punto decidono di vendere, quando l’esuberante Alex ha bisogno di denaro per salvare il suo circolo. Un passo difficile da compiere da parte dei quattro fratelli, ma che diventa una tragedia quando il loro amato padre, Sergio (Luigi Diberti), in coma da cinque anni miracolosamente si risveglia.

I dottori però sono categorici: per una buona ripresa è fondamentale che il padre torni alla sua vita quotidiana circondato dall’affetto dei figli, dai ricordi e dai suoi oggetti più cari. Un vero problema per i quattro fratelli. Intanto fanno finta che la villa non sia mai stata venduta, ma devono guadagnare tempo e anche recuperare in gran fretta mobili e persino l’amato cane nel frattempo morto. Insomma un vero disastro, tra incomprensioni e una badante russa piena di verve interpretata da Nicoletta Romanoff.

«Era un soggetto di Andrea Maia che ha avuto successo per due stagioni a teatro e q uindi poteva essere riproposto anche sul grande schermo», ha spiegato ieri alla Casa del cinema di Roma il regista di questo film prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per IIF con Vision Distribution. «A teatro era una specie di prequel del film, avveniva tutto nella casa prima che fosse venduta - spiegano i produttori -. Su cosa conto per il successo di La casa di famiglia? Sicuramente sul passaparola e sulla qualità della storia».

«È vero, quando si tratta di divisioni, di soldi, le famiglie tendono a scoppiare - sottolinea Lino Guanciale -, ma il tutto viene trattato in modo delicato, malinconico e sdrammatizzante». Per Matilde Gioli, «in un momento storico come questo avvelenato dai social , l’unica che ti coccola resta la famiglia, un nucleo dove puoi sbagliare».

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