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24 settembre 2018

Spettacoli

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05.03.2018

I 50 anni del Romeo e Giulietta di Zeffirelli

Olivia Hussey e Leonard Whiting nel «Romeo e Giulietta» di Zeffirelli
Olivia Hussey e Leonard Whiting nel «Romeo e Giulietta» di Zeffirelli

Sebbene la trasposizione di «Romeo e Giulietta» firmata da Franco Zeffirelli abbia cinquant’anni (la première mondiale si svolse a Londra il 4 marzo 1968), per il pubblico gli sfortunati amanti veronesi continuano ad avere i volti dei due attori scelti dal regista fiorentino: Leonard Whiting e Olivia Hussey. Al di là dell’abituale ricercatezza dell’impianto visivo (dalla fotografia pittorica di Pasqualino De Santis ai ricchi costumi a Danilo Donati, entrambi premiati con l’Oscar) e senza scordare la musica di Nino Rota, il vero colpo di genio di Zeffirelli fu rileggere la tragedia di William Shakespeare alla luce della contestazione giovanile del Sessantotto, facendo così dei protagonisti non dei semplici innamorati, ma due ragazzi ribelli disposti a sfidare le convenzioni sociali in nome del reciproco sentimento, e liberando quindi il dramma da tutte le leziosità di cui aveva patito nelle precedenti versioni cinematografiche. E per farlo al meglio, da un lato scrisse personalmente la sceneggiatura insieme a Franco Brusati e Masolino D’Amico, dall’altro ingaggiò due veri adolescenti (all’epoca delle riprese, Whiting aveva 17 anni, la Hussey appena 16), scelti sia per la bellezza dolce e malinconica, sia per la bravura con cui avevano dimostrato di saper gestire un testo teatrale (nonostante l’età, entrambi avevano già debuttato, sia pur in altre opere, sui palcoscenici londinesi). All’epoca l’aver voluto ritrarre l’amore fra due ragazzi in maniera tanto fresca, autentica e struggente fu qualcosa di rivoluzionario, che causò sì problemi con la censura (una castissima e fugace scena di nudo costò al film un divieto ai minori oggi incomprensibile), ma che, al tempo stesso, trasformò la pellicola (girata in Italia fra Veneto, Lazio, Toscana e Umbria) in un’autentica opera d’arte (Roger Ebert la definì «il più eccitante film mai tratto da un’opera di Shakespeare»), capace di superare la prova del tempo proprio perché in grado di rivolgersi a ogni generazione. Per rispettare al massimo il delicato equilibrio derivante dalla chimica fra gli interpreti, il doppiaggio italiano si affidò alle dolcissime voci di Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri, che pochi anni prima erano stati Romeo e Giulietta a teatro proprio sotto la guida di Franco Zeffirelli. Anche Mercuzio (John McEnery) ebbe un doppiatore d’eccezione: Giorgio Albertazzi, vale a dire l’Amleto zeffirelliano all’Old Vic. •

Angela Bosetto
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