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18 dicembre 2018

Spettacoli

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07.03.2018

I 60 anni della diva Sharon Un’icona della bellezza

Sharon Stone pronta a festeggiare i 60 anni sul  profilo Instagram
Sharon Stone pronta a festeggiare i 60 anni sul profilo Instagram

ROMA Modella, attrice, produttrice, donna da copertina. Tutto questo è anche oggi Sharon Stone, stella di Hollywood alla vigilia dei suoi 60 anni che compirà il 10 marzo lontano dalla sua Meadville, piccolo e antico capoluogo di contea nel cuore della Pennsylvania dove è nata nel 1958 da genitori di origine irlandese. Ad appena 21 anni era già una reginetta della bellezza da manifesto, aveva lasciato casa per trasferirsi a New York e poi per prendere casa in New Jersey affidandosi a un’agenzia di pubblicità. Come indossatrice non ebbe problemi, grazie ai suoi occhi blu, ai luminosi capelli imbionditi, a un fisico mozzafiato, diventando presto una delle più ricercate ragazze da copertina e prestando il suo volto ai panini della catena di Burger King. Ma quello non era il successo sognato dall’irrequieta Sharon che, senza preavviso, abbandona un successo effimero per il sogno dell’Europa. Ed è qui che la scova Woody Allen affidandole una particina in Stardust Memories che segna, nel 1980, il suo debutto sul set. Un anno dopo è già protagonista in Benedizione mortale, la pellicola di un maestro del genere horror come Wes Craven che le porta in dote notorietà e ammirazione anche grazie ai formidabili incassi di quello che nasceva come un B-Movie. Dopo un paio di kolossal dell’avventura è l’olandese americanizzato Paul Verhoeven a scommettere su di lei come partner di Arnold Schwarzenegger in Total Recall - Atto di forza del 1989. Alle prese con un personaggio di grande fisicità (si mostra senza veli su Playboy mentre pratica le arti marziali), Stone si dimostra all’altezza del clichè con cui conquisterà il pubblico: donna moderna e volitiva, bellezza aggressiva e androgina pur in forme da pin-up. Fermata da un incidente stradale che le costa lunga inattività, torna più aggressiva di prima, nel 1991, con ben cinque pellicole in un anno. Ma non lascia traccia di sè finchè il suo pigmalione Verhoeven non la richiama per Basic Instinct, dopo il rifiuto di Geena Davis. È il 1992 e la gloria decide di baciarla sia pure in larga misura per lo scandalo di una sequenza osèe. La sua Catherine Tramell, capace di sedurre un intero posto di polizia accavallando le gambe e mostrandosi priva di mutandine, sconvolge e attrae il pubblico americano, ma la complessità del personaggio (femmina innamorata, killer spietata, forse bisex, certamente inafferrabile per Michael Douglas) piace anche alla critica e le vale il Golden Globe come migliore attrice. Se la rivista People si affretta a inserirla fra le 50 donne più seducenti del pianeta, il grande cinema non le offre più ruoli all’altezza e titoli come Sliver di Phillip Noyce, Pronti a morire di Sam Raimi, Lo specialista con Stallone o Trappola d’amore con Richard Gere non resteranno memorabili. Ma Sharon ha dalla sua almeno un’altra dote, oltre alla bellezza e al quoziente d’intelligenza da record: è quella tenacia che alla fine seduce Martin Scorsese, capace di affidarle un ruolo cruciale in uno dei suoi film più complessi e riusciti: Casino (1996) a fianco di Robert De Niro. Per quel film conquista il suo secondo Golden Globe e ottiene un vero momento di gloria. Potrebbe essere la svolta ma nel 2001, colpita da un grave aneurisma, la diva vede cadere in pezzi ogni sogno. L’oblio dura due anni ed ecco Sharon Stone ritornare in pista, specie per merito della serie tv The Practice, seguita da Broken Flowers di Jim Jarmusch con cui conquista il festival di Cannes nel 1994. Dal 2000 la Stone non ha rallentato la sua attività e ha combattuto una fiera battaglia contro il naturale invecchiamento (le sue foto in coppia con l’imprenditore italiano Angelo Boffa, 41 anni hanno fatto il giro del mondo). Democratica in politica, buddhista nelle convinzioni religiose, ribelle e solitaria nella vita privata (due mariti, numerose relazioni, tre figli adottati), Sharon Stone resta un’icona distante e sfuggente. •

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