23 gennaio 2019

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11.10.2017

Musil, l’Olmi ritrovato e i progetti con il «Luce»

René Capovin della Micheletti
René Capovin della Micheletti

Raccontare un'epoca, con tutte le sue contraddizioni, è il compito principale di un autore. Ermanno Olmi, classe 1931, è certamente fra gli occhi più acuti della propria generazione. Il suo sguardo cristallino ha creato opere come «Il tempo si è fermato» e «Il posto», fino al recente «Vedete, sono uno di voi». Una lunga filmografia che ora si arricchisce di una perla inedita, sconosciuta e mai citata nelle filmografie del maestro. È un piccolo tesoro «Il tentato suicidio nell'adolescenza (T.S. Giovanile)», emerso dagli archivi della Fondazione Micheletti di Brescia e presentato, dopo l'affollata anteprima del Festival del Cinema di Venezia, nella XVI edizione del festival internazionale del cinema «I mille occhi» a Trieste, alla presenza dello scrittore Claudio Magris.

Proiezione ricca di emozioni, introdotta da Stefano Guerrini e René Capovin della Fondazione Micheletti, che hanno raccontato l'avventuroso ritrovamento. Spiega Guerrini: «Immaginatevi tre uomini, io, Maurizio Orsola dell'Istituto Luce e l'amico Lorenzo Apolli, stretti intorno a un tavolo ad analizzare con l'ausilio di un lentino i fotogrammi di centinaia di pellicole degli anni Dieci, Venti e Trenta del cinestabilimento milanese “Donato Film” che ha contribuito a far grande la storia del cinema italiano... Non capivo l'insistenza di Maurizio su un rullo degli anni Sessanta. La scatola di metallo arrugginita e polverosa riportava un titolo un po' criptico e un nome, “Palumbo”». Era un negativo in bianco e nero, «quindi con le tonalità invertite - continua Guerrini -. Facendo scorrere i quattro rulli, il nome di Ermanno Olmi è comparso a lettere cubitali nei titoli, cosa che ci ha emozionato. Eravamo di fronte a un lavoro inedito di valore».

«T.S. Giovanile» è un documentario di mezz'ora girato nel 1968 e espone le posizioni più avanzate della nuova psichiatria, che avrebbe visto in Franco Basaglia il suo simbolo. Fra dati e interviste tecniche, emerge limpida la poetica di Olmi, nella passione verso i volti, le storie, la fragilità dei ragazzi che racconta: uno stile già formato.

Spiega Pier Paolo Poggio, Direttore della Fondazione Micheletti: «Tra Olmi e il Musil c'è da anni un legame, che nasce dal suo interesse per le centrali idroelettriche e per il mondo del lavoro. È un ritrovamento reso possibile dalla collaborazione dell'Istituto Luce con l'archivista Maurizio Orsola e il critico cinematografico Tatti Sanguineti: lavoro di squadra che sta dando ottimi risultati». Da questo ritrovamento Poggio si augura «possa nascere una solida collaborazione con il Luce per la prossima sede centrale del Musil, un progetto di grande qualità per una città che vuole essere all'avanguardia». STE.MA.

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