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21 novembre 2017

Spettacoli

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01.11.2017

«Titanic», il kolossal campione di record

Leonardo DiCaprio e Kate Winslet in una scena di «Titanic»
Leonardo DiCaprio e Kate Winslet in una scena di «Titanic»

Quando vent’anni fa, il 1º novembre 1997, Titanic venne presentato in anteprima al Festival di Tokyo, solo un indovino avrebbe potuto prevedere tutti i record (di incassi e premi) che quel kolossal era destinato ad infrangere. Infatti la proiezione giapponese, tiepidamente accolta dalla stampa (che definì la pellicola «un classico melodramma con bonus di effetti speciali»), passò quasi sotto silenzio, con sommo sgomento della Paramount e della 20th Century Fox, che, dopo aver contribuito al faraonico budget di 200 milioni di dollari, vivevano nel comprensibile terrore che il film più costoso del secolo si rivelasse un fiasco prima ancora di debuttare.

Ma James Cameron, che di Titanic era regista, sceneggiatore, produttore e co-montatore e aveva difeso la propria creatura con le unghie e con i denti a costo di farsi dare del folle (cosa che può succedere se si pretende di ricostruire un transatlantico in scala reale e nei minimi dettagli, dai fumaioli agli arredi interni), aveva visto più lontano di chiunque altro. E, nel momento in cui il film uscì nei cinema (a dicembre), nel mondo scoppiò la Titanic-mania. Difficile spiegare il fenomeno agli adolescenti di oggi, abituati a cambiare gusti e mode con estrema velocità: basti pensare che il film era ovunque (in Italia, dove giunse nel gennaio 1998, rimase nelle sale per sei mesi consecutivi), tutti ne parlavano, tutti lo vedevano (dai bambini ai nonni) e poi tornavano a rivederlo. Ci fu chi lo chiamò «il Via col Vento di fine millennio», chi «Romeo e Giulietta con l’iceberg», ma, al netto degli scetticismi, la romantica storia della facoltosa Rose DeWitt Bukater (Kate Winslet) e dell’artista vagabondo Jack Dawson (Leonardo DiCaprio), separati dalla classe sociale, uniti dall’amore e infine divisi dal tragico naufragio, si rivelò una miniera d’oro e trasformò i suoi giovani protagonisti in due star planetarie.

A consacrare il trionfo di Cameron ci pensò la notte degli Oscar, durante la quale Titanic si portò a casa ben undici statuette (cifra eguagliata solo da Ben-Hur e Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re), nel dettaglio: miglior film, regia, fotografia, scenografia, costumi, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, effetti speciali, colonna sonora e canzone, assegnata all’indimenticabile My Heart Will Go On (composta dal musicista James Horner, con testo di Will Jennings e voce di Céline Dion).

Angela Bosetto
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