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17 agosto 2017

Spettacoli

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19.03.2017

«Io tra le top model
Da Brescia a Parigi
realizzo un sogno»

V per Vittoria. V per Vip. V per Vogue.

Il gioco di parole può giusto trovare un titolo per un piccolo prodigio pop dei giorni nostri, così difficili da decifrare. Ma alcune certezze, poche, ci sono. Primo, anche per la generazione degli youtuber le modelle sono vere dive. Secondo, se a diciott’anni sei la top model del momento in Italia, hai ottimi motivi per essere soddisfatta. A maggior ragione se poi vieni addirittura inserita da Vogue America fra le magnifiche sette al mondo (così nel numero di questo mese marzo).

Vittoria Ceretti ce l’ha fatta. È in cima. E la sua ascesa continua. Normale, tutto sommato, per chi le prime copertine se le è conquistate a 16 anni, come Naomi Campbell e prima di quando riuscì a Claudia Schiffer. Ma a colpire ancora di più è la rapidità con cui questa ragazza bresciana si è guadagnata un trono fra le bellezze più significative del nostro tempo. Scelta per rappresentare l’Italia fra le stelle. Incoronata regina in America partendo da Inzino, nel cuore della Valtrompia.

«La domanda che mi sono sempre posta è che cosa vedessero in me, quando hanno iniziato a dirmi che ero interessante», dice Vittoria, ripensando alle prime passerelle. Ha iniziato la sua carriera partecipando al concorso Elite Model Look nel 2012, e pare un secolo fa. Poi tutto a velocità supersonica: testimonial per Dolce&Gabbana e per Armani. Nel settembre del 2015 tra le #TOP50 di models.com. Nel luglio 2016 sulla cover di Vogue Italia. A febbraio in copertina su Vogue Giappone. Questo mese in primo piano su Vogue America. Sfilando, nel frattempo, per le migliori case di moda a New York (dove si è trasferita e vive) come a Londra. A Milano come a Parigi. Assunta, è notizia fresca, come volto unico della campagna Primavera/Estate 2017 di Alexander McQueen.

Occhi verdi, capelli castani, un metro e 76 di altezza. Gambe flessuose, portamento elegante, sguardo che ammalia. Le visualizzazioni su Instagram Stories, migliaia come i «like» su Facebook, non fanno che confermare il boom di una ragazza cresciuta nel Bresciano con il papà Giuseppe, la mamma Francesca e il fratello minore Guglielmo.

Come è stata la sua infanzia?

Spensierata e felice. Sono stata fortunata, sempre circondata d’amore e d’affetto da parte della mia famiglia. Ho bellissimi ricordi delle estati passate da bambina sul lago di Garda. Luogo in cui mi piace tornare non appena gli impegni di lavoro me lo rendono possibile.

All’ultimo anno del liceo, studentessa «online» giocoforza, visto che gira il mondo senza fermarsi tanto spesso. Perché ha scelto scienze umane per i suoi studi?

Sono sempre stata affascinata della psicologia umana. Ho un’innata propensione nel cogliere i vari aspetti della psicologia delle persone, caratteristiche che mi hanno aiutata a scegliere il liceo delle scienze umane.

Il suo percorso è tutt’altro che comune: ha cominciato a lavorare a quattordici anni e la sua è una professione particolarmente impegnativa, oltre che gratificante. Cosa le ha dato e cosa le ha tolto?

Di norma non mi piace pensare a cosa si è perso, ma a tutto quello che mi è stato dato. Se ripenso a quello che mi è accaduto, dico che ho avuto l’opportunità di conoscere persone provenienti da tutto il mondo. E adesso ho la possibilità di viaggiare e scoprire luoghi e culture differenti. Ho imparato perfettamente l’inglese e ad essere completamente autonoma a un’età abbastanza giovane.

Molto giovane. Di sicuro non appartiene alla schiera di «bamboccioni» dei quali parlava qualche anno fa l’allora ministro dell’Economia Padoa Schioppa, etichettando in maniera infelice i ragazzi italiani di ultima generazione. Lei è cresciuta in fretta, imparando a badare a se stessa lontano da casa. In cambio ha avuto e sta avendo soddisfazioni straordinarie. Da piccola sognava una vita come quella che sta facendo?

Sì. La sognavo, come ogni bambina. Ma non avrei mai immaginato che mi aspettasse un futuro così esaltante.

Ha un alieno tatuato sul gomito. Il segno orgoglioso di una originalità?

Direi di sì! Il mio tatuaggio non ha un significato vero e proprio, ma di sicuro esprime la mia originalità.

Com’è vivere a New York?

Non potrei essere più contenta.

L’ambientamento è stato facile?

Facile no. Inizialmente ambientarmi è stato un po’ duro, come penso sia un po’ per tutti quando ci si trasferisce lontani da casa. Ma adesso New York è diventata la mia casa e sono felice.

E com’è tornare alla casa d’origine, quella bresciana intendo, quando può?

Non torno molto spesso, ma è sempre bello vedere le persone alle quali voglio bene e ricordare le mie radici.

In cosa si sente ancora bresciana e in cosa, invece, cittadina del mondo?

Quando posso tornare a Brescia mi sento una semplice ragazza bresciana. Amo passeggiare per la città e fare dello shopping, o fermarmi in un bar e prendere un caffè e parlare con gli amici che ritrovo per ore e ore. Mi sento cittadina del mondo, invece, nella capacità di adattarmi.

Cosa le ha insegnato il mondo?

Ho imparato ad apprezzare le caratteristiche e le diversità dei luoghi, dei contesti.

Se non fosse una top model, cosa le piacerebbe fare?

Probabilmente in questo momento starei scegliendo l'università. Io amo viaggiare. Sicuramente mi sarebbe piaciuto studiare a Londra o negli Stati Uniti.

C’è una collega del passato a cui si ispira, una top model italiana o straniera che considera un esempio da seguire nella carriera che l’aspetta?

Più che una modella precisa, nello specifico, io ammiro molto, in generale, coloro che hanno sempre dimostrato professionalità e serietà. Ma, soprattutto, umiltà.

Se si immagina fra vent’anni?

Fra vent’anni spero di lavorare ancora nel mondo della moda. Oppure, mi auguro di aver fatto delle esperienze da fotografa o da attrice.

Il suo lavoro pretende tanto tempo, anche e soprattutto per i continui spostamenti. Riesce lo stesso a coltivare un hobby, una passione in particolare?

Quando non lavoro mi piace passare del tempo libero con le mie amiche. Siamo contente di andare al cinema o di prendere un caffè insieme nel nostro bar preferito a New York, Bluestone Lane. Quando sono per conto mio, da sola, mi piace leggere un libro. O guardare qualche programma su Netflix. O, semplicemente, riposarmi un po’...

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