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23 settembre 2018

Spettacoli

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13.02.2018

A Castenedolo
boom della Banda
a misura di giovani

Il Corpo Bandistico «Silvio Zanardini» di Castenedolo è riuscito a radicarsi sul territorio scommettendo sulle   nuove generazioni
Il Corpo Bandistico «Silvio Zanardini» di Castenedolo è riuscito a radicarsi sul territorio scommettendo sulle nuove generazioni

Per mercato e Banda a Castenedolo non c’è futuro. Un vecchio modo di dire, «che noi vogliamo sfatare, andando oltre - sottolinea Maura Castelnovo, da tre anni sul podio del Corpo Bandistico “Silvio Zanardini“ -: questa è la nostra sfida. In realtà, Castenedolo è da sempre un paese satellite, e questo ha inciso anche sulle radici della comunità e sulla cultura del territorio». Ma la Banda «è un’istituzione fondamentale per il paese - aggiunge Maura Castelnovo -, così come è importante la scuola di musica, per dare la possibilità ai ragazzi di studiare uno strumento e coltivare la loro passione». E proprio la scuola - fondata dal vecchio presidente Giovanni Nolli, aperta a tutti gli strumenti, non solo quelli prettamente bandistici - è uno dei punti di forza della formazione. «Ci sono due classi di pianoforte - spiega Alessandro Dotti, che suona l’euphonium da un quarto di secolo e dal 2015 ha assunto il ruolo di presidente -, oltre a violino, chitarra classica ed elettrica, basso elettrico...». Una scelta ampia, garantita anche dalla fusione qualche tempo fa con l’Accademia musicale - «anche se in realtà la sede è sempre stata la stessa e le due realtà erano divise solamente sulla carta», precisa Dotti -, e che oggi è in grado di accontentare i gusti di tutti gli allievi. Che sono davvero tanti, circa un centinaio. MA, PARADOSSALMENTE, non è la scuola di musica la vera fucina della Banda. «A Castenedolo ci sono le medie ad indirizzo musicale - spiega Dotti -, con un percorso mirato per gli strumenti bandistici. I bambini che frequentano la nostra scuola di musica provengono in larga parte dalle elementari. Per loro l’istruzione musicale continua quindi sui banchi delle medie, poi tornano da noi per entrare a far parte della formazione principale. Praticamente un percorso leggermente più “tortuoso“, ma inevitabile». L’indirizzo musicale delle medie ha permesso di dare vita anche ad una mini banda, composta appunto dagli allievi delle tre classi. «Questo in un certo senso ci penalizza un po’ - ammette Dotti -, perchè non riusciamo mai a creare una nostra Junior Band. Ma non è questo il problema principale. Piuttosto, come capita del resto alle formazioni di tutta la provincia, dobbiamo fare i conti con gli abbandoni, che costituiscono una percentuale piuttosto alta. Abbiamo però notato che gli allevi che hanno già fatto esperienza nella nostra scuola, dopo il diploma ritornano più volentieri alla base rispetto a chi si avvicina alla musica soltanto nei tre anni delle scuole medie». Oggi il Corpo Bandistico è formato da una trentina di strumentisti: molti i giovanissimi - dai 12 ai 17 anni - che affiancano i pochi «veterani» rimasti. «Negli ultimi tre anni sono stati fatti progressi straordinari - sottolinea Maura Castelnovo -, grazie anche alle nuove forze che sono entrate a far parte del gruppo». Quanto al repertorio «ho aggiustato il tiro scegliendo brani che possano stuzzicare la loro curiosità e agevolare la loro crescita - continua la direttrice -. Di fatto, è una selezione di brani che ben si adatta ad una Banda giovanile, con partiture originali composte apposta per questo tipo di formazione. Da quest’anno, inoltre, vengono organizzate prove di sezione mirate, per consentire un approfondimento tecnico, in modo da arrivare alle prove generali più preparati e più consapevoli di quello che si fa». Tra gli impegni, spicca su tutti il Concerto di Natale nella Sala dei Disciplini, ma sta riprendendo corpo il Concerto della festa di prima estate alla Casa Albergo, tradizione abbandonata da dieci anni «perchè la Banda era in declino e non si riuscivano più a programmare esibizioni, se non con l’aiuto di strumentisti esterni - spiega Dotti -. Per molti anni è stato un appuntamento fisso, e adesso che siamo ripartiti, vogliamo assolutamente riproporlo. Ci sono buone possibilità che ciò avvenga già quest’anno. Così come ci piacerebbe moltissimo partecipare, come avveniva un tempo, al Natale dello Sportivo...». Chissà. INTANTO L’ESPERIENZA e la vitalità del Corpo bandistico hanno varcato i confini dell’Hinterland per approdare sul Garda: «Ci hanno invitato a Sirmione in occasione dell’open day della scuola di musica - spiega il presidente della formazione -: praticamente abbiamo fatto da testimonial, in veste di Banda giovane». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni Per mercato e Banda a Castenedolo non c’è futuro. Un vecchio modo di dire, «che noi vogliamo sfatare, andando oltre - sottolinea Maura Castelnovo, da tre anni sul podio del Corpo Bandistico “Silvio Zanardini“ -: questa è la nostra sfida. In realtà, Castenedolo è da sempre un paese satellite, e questo ha inciso anche sulle radici della comunità e sulla cultura del territorio». Ma la Banda «è un’istituzione fondamentale per il paese - aggiunge Maura Castelnovo -, così come è importante la scuola di musica, per dare la possibilità ai ragazzi di studiare uno strumento e coltivare la loro passione». E proprio la scuola - fondata dal vecchio presidente Giovanni Nolli, aperta a tutti gli strumenti, non solo quelli prettamente bandistici - è uno dei punti di forza della formazione. «Ci sono due classi di pianoforte - spiega Alessandro Dotti, che suona l’euphonium da un quarto di secolo e dal 2015 ha assunto il ruolo di presidente -, oltre a violino, chitarra classica ed elettrica, basso elettrico...». Una scelta ampia, garantita anche dalla fusione qualche tempo fa con l’Accademia musicale - «anche se in realtà la sede è sempre stata la stessa e le due realtà erano divise solamente sulla carta», precisa Dotti -, e che oggi è in grado di accontentare i gusti di tutti gli allievi. Che sono davvero tanti, circa un centinaio. MA, PARADOSSALMENTE, non è la scuola di musica la vera fucina della Banda. «A Castenedolo ci sono le medie ad indirizzo musicale - spiega Dotti -, con un percorso mirato per gli strumenti bandistici. I bambini che frequentano la nostra scuola di musica provengono in larga parte dalle elementari. Per loro l’istruzione musicale continua quindi sui banchi delle medie, poi tornano da noi per entrare a far parte della formazione principale. Praticamente un percorso leggermente più “tortuoso“, ma inevitabile». L’indirizzo musicale delle medie ha permesso di dare vita anche ad una mini banda, composta appunto dagli allievi delle tre classi. «Questo in un certo senso ci penalizza un po’ - ammette Dotti -, perchè non riusciamo mai a creare una nostra Junior Band. Ma non è questo il problema principale. Piuttosto, come capita del resto alle formazioni di tutta la provincia, dobbiamo fare i conti con gli abbandoni, che costituiscono una percentuale piuttosto alta. Abbiamo però notato che gli allevi che hanno già fatto esperienza nella nostra scuola, dopo il diploma ritornano più volentieri alla base rispetto a chi si avvicina alla musica soltanto nei tre anni delle scuole medie». Oggi il Corpo Bandistico è formato da una trentina di strumentisti: molti i giovanissimi - dai 12 ai 17 anni - che affiancano i pochi «veterani» rimasti. «Negli ultimi tre anni sono stati fatti progressi straordinari - sottolinea Maura Castelnovo -, grazie anche alle nuove forze che sono entrate a far parte del gruppo». Quanto al repertorio «ho aggiustato il tiro scegliendo brani che possano stuzzicare la loro curiosità e agevolare la loro crescita - continua la direttrice -. Di fatto, è una selezione di brani che ben si adatta ad una Banda giovanile, con partiture originali composte apposta per questo tipo di formazione. Da quest’anno, inoltre, vengono organizzate prove di sezione mirate, per consentire un approfondimento tecnico, in modo da arrivare alle prove generali più preparati e più consapevoli di quello che si fa». Tra gli impegni, spicca su tutti il Concerto di Natale nella Sala dei Disciplini, ma sta riprendendo corpo il Concerto della festa di prima estate alla Casa Albergo, tradizione abbandonata da dieci anni «perchè la Banda era in declino e non si riuscivano più a programmare esibizioni, se non con l’aiuto di strumentisti esterni - spiega Dotti -. Per molti anni è stato un appuntamento fisso, e adesso che siamo ripartiti, vogliamo assolutamente riproporlo. Ci sono buone possibilità che ciò avvenga già quest’anno. Così come ci piacerebbe moltissimo partecipare, come avveniva un tempo, al Natale dello Sportivo...». Chissà. INTANTO L’ESPERIENZA e la vitalità del Corpo bandistico hanno varcato i confini dell’Hinterland per approdare sul Garda: «Ci hanno invitato a Sirmione in occasione dell’open day della scuola di musica - spiega il presidente della formazione -: praticamente abbiamo fatto da testimonial, in veste di Banda giovane». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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