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18 agosto 2017

Spettacoli

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18.04.2017

Banda di Calcinato:
quando suonare
è pura creatività

La Banda di Calcinato  è stata al centro negli ultimi anni di un profondo  rinnovamento  grazie all’ingresso degli allievi della scuola di musica
La Banda di Calcinato è stata al centro negli ultimi anni di un profondo rinnovamento grazie all’ingresso degli allievi della scuola di musica

Cinzia Reboni

Corni da caccia, trombe con ritorte, segnale basso: il parco strumenti della Banda di Calcinato nel 1854, anno del «debutto», vede accanto agli «arnesi da lavoro» tipici dell’epoca anche strumenti relativamente recenti, come i clarinetti e i flauti. Nell’elenco - contenuto nelle carte conservate nell’archivio comunale di Calcinato - figurano anche i «moderni» pelittone, bombardone e clavicorno, e gli inusuali tromboni tenori in piedi. Oggi tra gli strumenti della Banda ci sono anche... carta e pentole.

«Nel Concerto di Natale del dicembre scorso, dedicato alla “Musica per innovazione“, ai brani classici e alle trascrizioni sono state affiancate alcune novità, come “Papercut“ di Alex Shapiro, dove tutti i musicisti hanno usato dei fogli di carta come uno strumento, e “Old Churches“ di Michael Colgrass, utilizzando come percussione anche coperchi di pentole», spiega Marta Lecchi, sul podio della Banda di Calcinato dal 2011.

«In realtà io sono cresciuta con la Banda - confessa la direttrice -. Da bambina la vedevo sfilare in paese e ne restavo ammaliata. Poi alle elementari ho iniziato a frequentare i corsi di musica...». Da cosa nasce cosa. «Avevo 10 anni quando sono entrata nella Banda come flautista: la sarta aveva dovuto sistemarmi la giacca della divisa perchè era troppo grande. Poi mi sono diplomata in flauto traverso al Conservatorio e infine ho seguito corsi di perfezionamento e master, specializzandomi in direzione musicale».

CRESCIUTA ALL’INTERNO la Banda, Marta Lecchi è riuscita a stabilire un feeling con i musicisti, migliorandone le qualità, il repertorio e soprattutto instaurando un clima sereno. «Nel 2011, quando il precedente maestro se n’è andato, hanno chiesto a me di dirigere la Banda - spiega -. Ma suonare e dirigere sono due corse ben diverse, ed è anche per questo che frequento costantemente i corsi di direzione: lo faccio per tenermi sempre al passo e, soprattutto, per migliorarmi».

IL CONCERTO DI NATALE - che per tradizione si tiene il 26 dicembre nella parrocchiale, anticipato dal Presepio vivente della vigilia nelle vie del paese - non è però l’unico appuntamento importante dell’anno. C’è il Concerto d’Estate, che quest’anno si svolgerà il 16 giugno in piazza Moro o, in caso di maltempo, domenica 18 nella palestra di Ponte San Marco. «Per l’occasione presenteremo musiche tratte da brani originali per Banda, musiche tradizionali inglesi e popolari, ma anche il Canto di Macbeth e il Libertango di Piazzolla, con un gran finale dedicato a “Disney spectacular“ - annuncia Marta Lecchi -. Quando proponiamo qualcosa di nuovo il pubblico apprezza, ma la soddisfazione maggiore è proprio quella dei musicisti». Da molti anni è attivo il progetto Musichiamo, in collaborazione con l’istituto comprensivo di Calcinato ed il Comune, mentre con la scuola elementare «Ferraboschi» è andato in scena lo spettacolo di San Vincenzo, con l’esibizione dei bambini e l’accompagnamento musicale della Banda.

Ma suonare non basta. Per non fermarsi mai, la Banda deve anche «coltivare» i talenti del futuro. E una base indispensabile viene dalla scuola di musica, che conta attualmente un centinaio di allievi. «Con una scuola consolidata, il ricambio generazionale è garantito - spiega Virginio Bertagna, che ricopre il ruolo di vicepresidente da una quindicina d’anni, ma suona il sax tenore da ben sei lustri -. La difficoltà maggiore è quella di affidare “grandi“ strumenti a bambini piccoli: è una questione di fisicità. Abbiamo risolto il problema acquistando strumenti idonei per bambini di 5-6 anni: non hanno nulla di diverso da quelli tradizionali, se non la misura. In questo modo diamo la possibilità a tutti di poter suonare, fin da piccoli».

IL «VIVAIO» HA FATTO sì che negli ultimi anni la Banda si sia rinnovata grazie all’ingresso di molti allievi provenienti dalla scuola. «Sono tutti molto giovani: a parte due “veterani“, la fascia d’età va dai 15 ai 25 anni», conclude Bertagna. Ed un passaggio fondamentale è quello della Junior Band, una quindicina di strumentisti diretti da Nicole Leali. La Banda giovanile sarà protagonista del concerto del 2 giugno al parco Rovadino, in occasione della piantumazione degli alberi organizzata dal Comune per festeggiare i nuovi nati.

Cinzia Reboni
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