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18 dicembre 2017

Spettacoli

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26.04.2017

Banda di Cologne:
tradizione, talento
e grande «vivaio»

Il Corpo musicale di Cologne durante il concerto  al Ctm di Rezzato a marzo di quest’anno: la Banda è l’associazione più antica del paese
Il Corpo musicale di Cologne durante il concerto al Ctm di Rezzato a marzo di quest’anno: la Banda è l’associazione più antica del paese

Cinzia Reboni

Con i suoi 140 anni di ininterrotta attività, il Corpo Musicale di Cologne è la più antica associazione del paese. Oggi ne fanno parte 64 strumentisti, un numero di tutto rispetto per un Comune di circa 7600 abitanti. «É una cosa di cui andiamo orgogliosi - ammette Roberto Chiari, che suona il sax baritono nella Banda da 19 anni e dal 2014 riveste l’incarico di presidente -. Il nostro segreto? Da molti anni svolgiamo un’attività promozionale all’interno delle elementari, che contribuisce ad avvicinare molti bambini alla nostra Scuola di Musica. I musicisti poi affrontano con lo stesso entusiasmo qualsiasi tipo di impegno: la partecipazione è elevatissima, lo scorso anno la media delle presenze è stata pari all’84%. Qualche abbandono è fisiologico, ma viene compensato dal vivaio».

PUNTO DI PARTENZA per garantire il futuro alla Banda, la Scuola di Musica è vitale, e a Cologne ne sono consapevoli, tanto che è gratuita. «Agli allievi viene fornito tutto il materiale necessario - sottolinea Chiari -. Ogni classe di strumento ha uno specifico insegnante, le iscrizioni si accettano in qualsiasi periodo dell’anno e le lezioni sono tutte individuali. L’inserimento in Banda avviene in base alla preparazione dei singoli e non a scadenze prestabilite. L’attività della Minibanda si svolge a progetto, in alcuni periodi dell’anno, non è sistematica e continuativa affinché non diventi routine. L’approdo alla Banda deve essere ambìto, fortemente desiderato dall’allievo».

«I RAGAZZINI che provengono dalla Scuola di Musica - osserva Danila Bonassi, sul podio della Banda da 35 anni - vengono educati a rispettare i propri limiti, cercando però nel tempo di alzare sempre di più l’asticella. Per un certo periodo dopo l’inserimento, oltre alla lezione di strumento vengono seguiti singolarmente da un altro insegnante per lo studio delle parti della Banda. L’allievo impara che può contribuire al risultato comune suonando bene quanto è nelle sue possibilità tecniche del momento, ma anche rimandando a tempi migliori certi passaggi. Il nostro può essere visto come un metodo sorpassato, ma finora ha dato degli ottimi frutti».

Diplomata in Strumentazione per Banda al Conservatorio di Verona, Danila Bonassi ha poi frequentato corsi di direzione e seminari con i più importanti musicisti europei e nel 2009 ha ricevuto il premio «Città di Brescia» intitolato a Laura Bianchini, riservato ogni anno a donne che si sono distinte nella loro professione. Dopo 35 anni di direzione, Danila Bonassi riesce sempre a trovare nuovi stimoli. «Non potrebbe essere diversamente, anche perchè non percepisco un euro per il mio incarico - confessa -. Gli stimoli provengono da un’attività intensa e diversificata, da nuove esperienze, da nuove persone con cui si viene in contatto, dalla ricerca di un continuo miglioramento. Nell’ultimo concerto del 24 marzo, ospiti della Banda di Rezzato, abbiamo presentato con successo due brani che nella liste del concorso internazionale di Riva del Garda erano inseriti in categoria Superiore e in categoria Eccellenza. Solo 10 anni fa non avrei immaginato di poterli eseguire. Il nostro organico è completo, la maggior parte degli strumentisti ha maturato grande competenza ed esperienza, l’assidua partecipazione alle prove favorisce l’affiatamento e l’equilibrio tra le parti. Il repertorio è vasto, basti pensare che lo scorso anno abbiamo eseguito 48 diversi brani, il che ci permette di adattare il programma dei concerti alla circostanza e all’ambiente». E sempre a proposito del repertorio, «la nostra preferenza va ai brani originali per Banda - sottolinea Danila Bonassi -, ma proponiamo musica di qualsiasi genere, concerti particolarmente “impegnati” in teatri o sale da concerto, musica sacra e classica nelle chiese, esibizioni a carattere più leggero all’aperto... In repertorio figurano anche tre “racconti musicali”, nonché fiabe musicali come “Pierino e il lupo”».

Il rapporto tra direttore e strumentisti si è cementificato. «Un mio collega mi confidò che nelle Bande ci sono i “direttori” e ci sono i “maestri”. Intendeva dire che i direttori si occupano solo delle prove e della preparazione dei concerti, mentre i maestri si occupano anche dei servizi, della Scuola di Musica, di parte dell’organizzazione, della promozione, dedicando alla Banda tanto e tanto tempo. Non c’è un meglio o un peggio. Io insegno teoria a tutti gli allievi, svolgo i progetti nella scuola elementare, conosco i miei strumentisti da quando hanno 10 anni: di loro conosco pregi e difetti, so cosa posso chiedere a ciascuno di loro e come posso chiederlo. Cerco anche, se riesco, di non esasperare il lavoro. É giusto imparare nuovi brani e raccogliere le sfide più impegnative, ma non dobbiamo dimenticare che siamo pur sempre una Banda amatoriale...».

IL SODALIZIO vanta anche esperienze con altri direttori, «utili e formative - precisa Danila Bonassi-. Abbiamo avuto ospiti alcune personalità di spicco del panorama bandistico internazionale. Anche la mie esperienze personali come sassofonista sono state utili: per dieci anni ho partecipato all’attività della Banda Cittadina di Brescia e da nove anni suono regolarmente con il Corpo Bandistico di Borgosatollo. Dagli altri puoi sempre imparare e trovare spunti, su cosa fare ma anche su cosa non fare».

Cinzia Reboni
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