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19 dicembre 2018

Spettacoli

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08.01.2018

Banda di Mairano:
quando la musica
è un valore sociale

Il Corpo Bandistico «Santa Cecilia» di Mairano immortalato  in  occasione delle esibizioni promosse per allietare le feste Natalizie
Il Corpo Bandistico «Santa Cecilia» di Mairano immortalato in occasione delle esibizioni promosse per allietare le feste Natalizie

Cinzia Reboni Atmosfere africane nella Bassa Bresciana. Tenendo fede alla sua mission sociale, il Corpo Bandistico di Mairano ha allargato i suoi orizzonti, e in occasione del concerto del 30 dicembre ha «aperto le porte» a un gruppo di ragazzi della Guinea, che si sono esibiti come percussionisti accanto a trombe e clarinetti sul palco del polivalente. «Vista la presenza sul territorio della Cooperativa Tempo Libero - spiega il presidente Gianbattista Tonini - abbiamo ospitato dei giovani immigrati richiedenti asilo politico, con i quali si è creato un rapporto di amicizia grazie alla musica. E il frutto di questa collaborazione è stato il loro inserimento nel Concerto di Natale». La novità è stata particolarmente apprezzata dal pubblico. «La musica è lo strumento educativo per antonomasia: può dare ai ragazzi le basi per diventare adulti - sottolinea Tonini citando Daniel Barenboim -. Il sostegno di tutto il paese, Amministrazione comunale in testa, ci permette di lavorare e migliorare la nostra professionalità. E questo grazie alla passione e alla buona dose di sacrificio degli strumentisti e delle loro famiglie. Le prove richiedono infatti tempo, applicazione e impegno costante». TONINI È PRESIDENTE dal 2009. «Ho suonato il flicorno nella Banda negli anni ’70, poi ho smesso - spiega -. Ma mi piacerebbe riprendere in mano gli spartiti e ricominciare. Ho imparato a suonare sotto la guida di Franco Tambalotti, che mi ha trasmesso la sua passione per la musica». Passione che i vari maestri che nel corso degli anni si sono alternati sul podio sono riusciti a trasmettere a fratelli, figli e nipoti che oggi sono diventati le colonne portanti dell’attuale formazione. «Anche oggi cerchiamo di “seminare“ bene per far crescere nuove leve che garantiscano un futuro al gruppo - spiega il presidente -. A partire dalla scuola di musica, frequentata da una ventina di allievi, dove maestri qualificati insegnano tutti gli strumenti per banda». «LA BANDA è il “laboratorio“ della musica ed un riferimento importante per tutto il paese - sottolinea il direttore Mauro Pellegrini-. Lo scorso anno c’era anche una minibanda, che ogni tanto “riattiviamo“ per dar modo ai ragazzini di suonare insieme prima di entrare nell’organico principale». Mauro Pellegrini, direttore «a chilometro zero», ha iniziato a frequentare la Banda come trombettista a 16 anni, «poi, nel 1999-2000, ho fatto da vice maestro a Clemente Duni: lo aiutavo a scegliere i programmi dei concerti e grazie a lui ho scoperto l’amore per la direzione. Successivamente ho seguito i corsi dell’Anbima per acquistare maggiore tecnica ed ho maturato una serie di esperienze personali con diversi maestri, non ultimo l’americano Ronald Johnson. Nel tempo ho capito che per dirigere una Banda ci vuole soprattutto passione, e che puntare sui rapporti umani paga più del perseguire la grande tecnica». IL CONCERTO DEL «DEBUTTO» come direttore è targato 2011 in piazza a Mairano, in occasione del Concerto di Primavera e della concomitante celebrazione dell’Unità d’Italia, «ma già nel 2007-2008 avevo sostituito il maestro, assente per problemi di salute. Fu un anno “di prova“ molto importante, tanto che nel recente Concerto di Natale ho ricordato l’anniversario dei dieci anni dalla mia prima direzione. Quanto al repertorio, Pellegrini si avvale spesso di «un tema conduttore che mi aiuta nella scelta dei brani. Generalmente preferisco orientarmi su musiche originali per banda, che fanno crescere gli strumentisti dal punto di vista tecnico e ne potenziano le qualità. Un tempo - spiega il direttore - si facevano soprattutto trascrizioni di musica classica, operette e opere, ma ci vuole un consistente spessore per fare un certo tipo di musica, e il risultato non sempre è eccelso. Scegliendo invece brani originali - sottolinea Mauro Pellegrini - accade il contrario: vengono messi in risalto tutti gli strumenti e la Banda sembra un’orchestra». MA È IMPORTANTE anche «pensare al pubblico - ammette Pellegrini -: e grazie a colonne sonore, musiche da film e da cartoni animati, la Banda può offrire un programma variegato che risponde ai gusti e alle aspettative di ogni target». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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