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21 settembre 2018

Spettacoli

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21.11.2017

Banda di Manerba:
quando la fantasia
diventa musica

La Banda di Manerba intitolata a Giacomo Avanzi ha fatto del  dinamismo artistico  e delle idee creative il suo marchio di fabbrica
La Banda di Manerba intitolata a Giacomo Avanzi ha fatto del dinamismo artistico e delle idee creative il suo marchio di fabbrica

Cinzia Reboni

La Banda di Manerba è legata a doppio filo a una serie di personaggi che ne hanno scritto la storia e orientato il cammino. A partire da Giacomo Avanzi: fu lui, al termine della Prima guerra mondiale, a far risuonare ancora le note in paese, dopo che il conflitto aveva messo la sordina alle trombe. C’è poi Umberto Fasolini, il direttore-presidente che, dall’inizio degli anni Sessanta, ha guidato il complesso musicale per oltre un trentennio imprimendo il suo marchio artistico alla formazione E infine Giancarlo Roberti, da più di vent’anni saldamente sul podio.

QUANDO NEL 1996 Roberti è stato scelto per dirigere la Banda, ne faceva già parte come strumentista.

«Nel momento in cui Umberto Fasolini decise di ritirarsi, mi fu chiesto di prendere il suo posto - racconta Roberti -. É stata una scelta quasi naturale, considerato che l’avevo affiancato per un certo periodo».

Roberti, che dal 1993 ricopre anche il ruolo di primo trombone nell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, respira musica fin dalla più tenera età: «Ho iniziato a suonare il flicorno baritono da piccolo - spiega -. Del resto, anche mio padre suonava la tromba nella Banda. Sono cresciuto... a pane e musica».

Una volta sul podio, Roberti ha tenuto subito a formalizzare due aspetti importanti: «Innanzi tutto fissare almeno due concerti all’anno. Fino ad allora non c’erano appuntamenti fissi: la Banda veniva utilizzata soltanto per i servizi civili e religiosi di routine. Invece è stato introdotto il concerto d’estate, che si tiene ogni anno intorno a giugno-luglio, ed il concerto d’inverno, in programma il 26 dicembre al Palasport».

Anche Walter Castellini, presidente dal 2015, è musicista di lungo corso: fa infatti parte della Banda, dove suona il trombone a tiro, fin dagli anni Ottanta. «Attualmente il nostro organico conta una trentina di strumentisti - spiega -. Cerchiamo di mantenere viva la tradizione della Banda, anche se si fa un po’ fatica a reperire linfa nuova. I ragazzi hanno molte alternative, sia sportive che artistiche, e non sempre la passione per la musica ha il sopravvento».

A TESTIMONIARLO la decina di allievi che frequentano la scuola, seguiti da tre insegnanti. «Terminato il corso, che va da ottobre fino alla fine della scuola, si esibiscono in un saggio suonando brani singoli in base al grado di preparazione. Poi, insieme, programmano un piccolo concertino - spiega Castellini -. Tutti gli anni poi presentiamo il nostro programma ai bambini delle scuole elementari, facendo provare loro anche qualche strumento per cercare di avvicinarli alla nostra realtà».

Difficoltà sottolineata anche dal direttore Roberti: «Effettivamente il bacino è un po’ difficile, ma paradossalmente questa “debolezza“ è proprio la nostra forza: siamo tutti consapevoli che tutto dipende da noi, siamo molto motivati e il nostro senso di responsabilità è molto alto».

Anche il repertorio negli anni è cambiato: «Si cerca di alzare sempre il livello, la Banda deve crescere - spiega Roberti -. In genere alterniamo brani originali ad altri più adatti ad accontentare il pubblico, ma sempre cercando di alzare l’asticella delle difficoltà. Inoltre, durante le prove non mi limito a spiegare come suonare un determinato brano, ma cerco di contestualizzarlo».

Niente concerti «a tema», dunque, anche se «abbiamo realizzato un omaggio a Nino Rota in occasione del centenario della nascita, mentre quest’anno, per il concerto del 26 dicembre al Palazzetto dello sport, suoneremo un brano di Scott Joplin».

NUMEROSE le esibizioni con altre formazioni bandistiche: «ad aprile abbiamo suonato a Negrar, in provincia di Verona, per il Palio del Recioto, mentre lo scorso anno a Manerba abbiamo stretto un gemellaggio con la Banda belga De Hebloem di Meeuwen Gruitrode - sottolinea il presidente Walter Castellini -. Quest’anno poi abbiamo messo a punto un’idea nata quasi per gioco: Band on the Train, ovvero un trenino musicale che la sera del 5 agosto ha rallegrato le vie e le piazze del paese e delle frazioni. L’esperimento è piaciuto a tal punto, che il Comune ci ha chiesto di riproporre l’iniziativa anche il prossimo anno, e più volte nel corso dell’estate».

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