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18 novembre 2017

Spettacoli

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10.10.2017

Banda di Paitone:
una seconda vita
da protagonista

Tra gemellaggi artistici, progetti nelle scuole e formazione, la Banda di Paitone è stata protagonista negli ultimi anni di un grande rilancio
Tra gemellaggi artistici, progetti nelle scuole e formazione, la Banda di Paitone è stata protagonista negli ultimi anni di un grande rilancio

Cinzia Reboni

L’inizio è stato... Lento come l’originaria denominazione del gruppo, il percorso a volte complicato. Ma alla fine il Corpo Musicale di Paitone ha trovato una sua identità e può guardare al futuro con ottimismo.

«In passato le cose erano diverse, eravamo un bel gruppo di oltre 40 strumentisti - racconta Gianpietro Biemmi, presidente della Banda da 14 anni -. Ma in un solo anno se ne sono andati in 19, un vero e proprio esodo. Ho perso a malincuore anche alcuni amici-colleghi e mi sono ritrovato di colpo ad essere l’unico “decano“ rimasto, quindi... sono diventato presidente. Per un paio d’anni ho svolto contemporaneamente anche il ruolo di vice, di cassiere, insomma tutto - sottolinea Biemmi, che ha debuttato nella Banda al concerto di Natale del 1979 -. Anche la scuola di musica aveva difficoltà a trovare allievi. Abbiamo praticamente perso due generazioni, e quando questo succede, è difficile recuperare».

BISOGNAVA DUNQUE ricominciare tutto da capo. «Quindici anni fa c’è stato l’ingresso dell’attuale maestro, Emanuele Sartorelli, alla sua prima direzione bandistica. La voglia di riscatto era tanta - spiega Biemmi - e pian piano siamo... rinati». Anche la scuola ha ripreso a crescere. Nella sede - inaugurata nel 1983 nei locali messi a disposizione dall’Amministrazione comunale - oggi si contano una quindicina di allievi, seguiti dai maestri delle sezioni fiati e ottoni coordinati da David Garletti. «Da qualche anno abbiamo inserito anche lezioni di chitarra, pianoforte e propedeutica - sottolinea il presidente - per cercare di attirare il maggior numero di giovani». Da sei anni inoltre è attivo il «Progetto musica» nelle scuole elementari del paese, con la collaborazione del maestro Igor Masia, che insegna anche all’Accademia del Corpo musicale.

«Stiamo lavorando anche per creare la Junior Band - spiega Biemmi -, anche se il percorso è lungo e faticoso».

«Nonostante le difficoltà, ce l’abbiamo fatta - ammette il direttore Emanuele Sartorelli -. Non abbiamo mai smesso nemmeno per un attimo di cercare di risolvere questo tipo di problemi. Se non c’è la scuola dove poter crescere nuove leve, la Banda non ha futuro. E poi bisogna fare i conti con chi lascia il gruppo per questioni anagrafiche o familiari. Quando i numeri sono piccoli, la strada è sempre in salita».

«COSÌ ABBIAMO cercato musicisti di altre bande che ci potessero dare una mano - aggiunge Biemmi -. Non è stato facile, perchè ognuno aveva la sua visione personale del concetto di Banda, e naturalmente il suo modo di suonare. Ma il nostro intento era quello di costituire un gruppo di persone che avessero voglia di fare musica insieme e di riuscire a far apprezzare la musica bandistica, troppo spesso, e a torto, considerata di serie B».

«IL LIVELLO DEL GRUPPO è alto, nonostante il numero risicato. E questa sorta di “gemellaggi“ ci consente di fare nuove esperienze musicali, di avere sempre un confronto costruttivo - spiega Emanuele Sartorelli -. Nonostante sia una Banda piccola, risultati e gratificazioni non mancano. Il livello degli strumentisti è alto, per cui si può sempre cercare di alzare l’asticella, inserendo in repertorio brani sempre più impegnativi. Le carenze, se ci sono, vanno proprio ricercate nel numero, non certo nella qualità e nel livello di preparazione dei componenti della Banda. Per questo a volte vale la pena di “rischiare“ anche con brani di elevato contenuto tecnico».

Tra i concerti annuali «fissi» c’è ovviamente il Concerto di Natale, «solitamente il più impegnativo sotto ogni punto di vista», sottolinea Emanuele Sartorelli. Poi l’appuntamento della performance di Primavera, itinerante nelle frazioni, e quello d’Estate.

«CERCHIAMO di rinnovarci, di proporre sempre qualcosa di diverso per accontentare tutto il pubblico - conclude Emanuele Sartorelli -. É necessario introdurre delle innovazioni, e per questo il nostro repertorio spazia in tutti i generi, dai brani originali alle trascrizioni, dagli arrangiamenti jazz al blues. Perchè la Banda, attraverso la sua musica, regala emozioni non solo a chi suona, ma anche a chi ascolta. E rappresenta una risorsa per il paese ed un investimento per il futuro».

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