21 febbraio 2019

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16.10.2018

Banda di Polaveno
Quando suonare
è pura «energia»

Il  Corpo bandistico parrocchiale di San Giovanni di Polaveno può fare affidamento su una scuola di musica e su una Junior Band
Il Corpo bandistico parrocchiale di San Giovanni di Polaveno può fare affidamento su una scuola di musica e su una Junior Band

Se per una Banda eseguire l’Inno di Mameli è pura routine, meno semplice è intonare «Ko e fasi ’o e tu’i ’o e ’Otu Tonga», conosciuto più comunemente come «la canzone del re», o inno nazionale di Tonga. Il Corpo bandistico parrocchiale «medaglia d’oro Peli Paolo» di San Giovanni di Polaveno si è cimentato anche in questa sfida, in occasione dell’incontro di rugby Italia-Tonga allo stadio Rigamonti di Brescia nel 2012, accanto alla Filarmonica Isidoro Capitanio - Banda cittadina di Brescia. É UNA DELLE TANTE esperienze di un gruppo che, oltre ad allietare le ricorrenze civili e religiose del paese valtrumplino, ha portato la sua musica e la sua simpatia anche oltre confine, dall’Emilia al Veneto, fino al Trentino. Il 2017 per il Corpo Bandistico è stato l’anno del cambiamento: in luglio è stato eletto il nuovo presidente Emanuele Arici, e in settembre è salito sul podio Paolo Ghisla. Prima di lui, Lionello Boniotti aveva diretto la formazione per trent’anni. «Un’eredità artisticamente pesante - ammette Ghisla -: ho cercato di entrare in punta di piedi, perchè è difficile sostituire persone così carismatiche, che hanno fatto la storia della Banda. Ho messo la mia esperienza al servizio del gruppo, cercando di conquistare la fiducia degli strumentisti. Ogni direttore ha un proprio modo di lavorare, e quando si affrontano dei cambiamenti bisogna tener conto dei gusti e delle abitudini di chi suona. Io, pur restando nel solco di Boniotti che prediligeva la musica ritmica, cerco di allargare gli orizzonti. Ma con calma, a piccole dosi, senza avere fretta». GHISLA, CHE IN PASSATO ha diretto per 15 anni l’Orchestra di Fiati di Salò, e quindi le Bande di Nave e di Mazzano, dieci anni fa è arrivato sul podio del Corpo bandistico di Gardone Valtrompia, di cui è tuttora direttore, «e adesso mi sono tuffato nell’esperienza di Polaveno - spiega -. Quando sono arrivato qui, la Banda stava attraversando un periodo di flessione. Abbiamo cercato di ristabilire un equilibrio, e la svolta è arrivata in fretta, già nel Concerto di Natale dello scorso anno». LA NUOVA STRADA è già tracciata. A partire dalla scuola di musica, frequentata da una cinquantina di allievi che seguono i corsi per strumenti bandistici, garantendo il ricambio generazionale, «anche se l’organico della Banda principale è decisamente giovane - spiega il presidente Emanuele Arici -. Sono principalmente i bambini delle scuole elementari e medie ad avvicinarsi al nostro mondo, poi intorno ai 15-16 anni li perdiamo un po’ di vista. Ma questo accade dappertutto: a quell’età, oltre allo studio che è sempre molto impegnativo, ci sono mille svaghi e mille opportunità, e la musica, se non c’è la passione vera, passa in secondo piano». La scuola di musica «rappresenta per la popolazione di Polaveno un’importante opportunità ricreativa, culturale ed educativa, soprattutto per i giovani», sottolinea Arici, che ha suonato nella Banda per 12 anni prima di dedicarsi al gruppo come presidente. Il rilancio del sodalizio passa anche dalla Junior Band, «una realtà importante, che consente di non “catapultare“ gli allievi nel gruppo principale, ma di fare un po’ di gavetta prima di spiccare il grande salto». «La Banda giovanile è il risultato di una sinergia tra i ragazzi di Polaveno e quelli di Gardone Valtrompia - spiega il direttore Ghisla -: dopo il saggio di fine 2017, una quarantina di ragazzi hanno dato vita a questa nuova realtà: una piccola banda per fare una grande esperienza. É un modo per dare un senso a quello che si fa». INTANTO, NELLA sede della Banda - nei locali dell’oratorio di San Giovanni - fervono le prove per la trasferta del 10 novembre a Cimego, in Trentino, «un paese dove c’è una grande tradizione bandistica», sottolinea Ghisla. Poi in un lampo si arriverà al Concerto di Natale - uno dei due appuntamenti più importanti dell’anno, con quello d’Estate che si tiene abitualmente in concomitanza con i festeggiamenti per il patrono-: «ci esibiremo nella chiesa di San Giovanni, anche se ci piacerebbe poter proporre questa iniziativa anche a Polaveno e Brione, ma c’è un problema di location, dal momento che le chiese non sono disponibili». •

Cinzia Reboni
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