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23 settembre 2018

Spettacoli

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05.06.2018

Banda di Pralboino:
quando la musica
è formato famiglia

Il Corpo bandistico di Pralboino ha fatto della filiera artistica corta il suo marchio: una scelta che ha rafforzato il legame con il  territorio
Il Corpo bandistico di Pralboino ha fatto della filiera artistica corta il suo marchio: una scelta che ha rafforzato il legame con il territorio

Una Banda formato famiglia. La definizione è lo specchio fedele del Corpo bandistico di Pralboino che vanta al suo interno «nipoti, zii e fratelli che in passato e ancora oggi suonano insieme ai loro genitori - sottolinea il presidente Angelo Guindani -. Penso agli Scarpetta, - papà, figlia e due nipoti-, a Mariateresa Morandi e alle sue due figlie, o a papà Bulgari con i due ragazzi. Una grande famiglia dove ci si ritrova non solo per suonare, ma anche per festeggiare tutti gli avvenimenti importanti. Ogni occasione è buona per stare insieme e far festa». IL CORPO BANDISTICO è composto oggi da 39 strumentisti di tutte le età, dai ragazzini delle scuole elementari e medie, ai giovani e meno giovani, compresi due veterani che suonano nella Banda da circa sessant’anni. La direzione è affidata a una maestra di lungo corso come Rosy Prestini, che si occupa anche di svezzare le nuove leve. «Non abbiamo una scuola di musica strutturata - ammette Angelo Guindani in cabina di regia da una ventina d’anni e nelle file della Banda come percussionista da oltre mezzo secolo -. Periodicamente vengono organizzati corsi di orientamento musicale ed è la maestra Rosy Prestini ad occuparsi direttamente di istruire gli allievi nel momento stesso in cui i futuri strumentisti manifestano il loro desiderio di imparare a suonare. Anche in questo caso prevale la gestione familiare», rimarca il presidente. SONO POI GLI ALLIEVI più talentuosi a dare a loro volta una mano. «Ci aiutiamo a vicenda - spiega Rosy Prestini, sul podio da oltre quarant’anni -. Quando qualcuno è in grado di insegnare qualcosa ai più giovani, viene subito coinvolto. Nonostante i piccoli numeri, riusciamo comunque ad avere il giusto ricambio all’interno della Banda: una trentina di elementi sono sempre garantiti. É evidente che si fa sempre più fatica ad “arruolare“ i giovani, ma la nostra politica è quella del “fai da te“. Non andiamo a cercare “prestiti“ altrove, ci organizziamo con quello che abbiamo. Non per una forma di chiusura nei confronti delle altre realtà, ma perchè preferiamo dimostrare quello che sappiamo fare con le nostre forze, cercando di farlo bene, con amicizia e semplicità». Una filosofia che rafforza lo spirito di gruppo. Reduce dal recente concerto del 2 Giugno, la Banda sta già accordando gli strumenti in occasione della tradizionale esibizione di metà mese alla Casa di riposo, un appuntamento sempre molto atteso dagli ospiti, che rinsalda ogni anno il legame tra il Corpo bandistico e gli anziani. Dopo la pausa estiva «riprenderemo con le prove in vista degli impegni autunnali - precisa Guindani -. La prima domenica di ottobre saremo a Milzano per la tradizionale sagra, mentre la settimana successiva resteremo in paese per la grande festa di San Flaviano, che ci vede sempre in prima fila. Non mancheranno servizi civili e religiosi di routine, come la ricorrenza del 4 Novembre, o feste patronali nei paesi vicini». Si arriverà così a Natale. «Il tradizionale Concerto, in agenda fino a qualche anno fa, ora è stato sostituito da un appuntamento ancor più coinvolgente per tutta la popolazione. La sera della vigilia ci esibiamo davanti alla chiesa di Milzano - spiega Rosy Prestini -, poi ci spostiamo a Pralboino, dove invece suoniamo davanti alla parrocchiale all’uscita dei fedeli dalla messa di mezzanotte. Quindi inizia il giro per le vie del paese, che dura anche fino alle 4 o alle 5 del mattino. Andiamo a suonare musiche natalizie anche davanti alla casa di riposo: i nonni ci aspettano, per una notte li teniamo svegli...». QUANTO al repertorio, «comprende un po’ di tutto - sottolinea Rosy Prestini -: dalle musiche originali per Banda alle marce allegre, dalle partiture classiche fino alle canzoni più moderne. Cerchiamo sempre di introdurre qualcosa di diverso e di nuovo. Recentemente abbiamo inserito in repertorio il Libertango di Astor Piazzolla, il re dei tanghi: anche se non a tutti piace, è giusto rinnovarsi di tanto in tanto». La scelta del repertorio «è in un certo senso collettiva - sottolinea il direttore -, perchè sono gli stesso strumentisti a suggerire frequentemente qualche brano. Ma è giusto così, perchè bisogna saper accontentare tutti: chi suona e, soprattutto, chi ascolta, perchè il pubblico è il nostro “giudice“ finale». •

Cinzia Reboni
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