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24 giugno 2018

Spettacoli

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30.01.2018

Banda di San Felice:
quando suonare
rafforza i legami

La Sinus Felix di San Felice del Benaco  custodisce  la sua lunga tradizione artistica e costruisce il futuro puntando sui giovani strumentisti  Il direttore Giorgio Giacomini
La Sinus Felix di San Felice del Benaco custodisce la sua lunga tradizione artistica e costruisce il futuro puntando sui giovani strumentisti Il direttore Giorgio Giacomini

Nell’«insenatura felice» del lago di Garda da 164 anni risuonano le note di una Banda che ha costruito la sua solida tradizione grazie a due «capitani di lungo corso»: da Rinaldo Turra, sul podio per 42 anni, a Giorgio Giacomini, che ha preso in mano la bacchetta «soltanto» - si fa per dire - 22 anni fa, ma da quaranta fa parte del gruppo bandistico Sinus Felix di San Felice del Benaco. Una storia di passioni e di «fedeltà alla maglia». «Ho iniziato a suonare la tromba a 12 anni - racconta Giacomini - e a 14 sono entrato nella Banda. Dirigere non è mai stato il mio obiettivo, ma il vecchio maestro mi aveva in qualche modo “designato“, e ammetto che il riconoscimento mi ha gratificato e riempito di soddisfazione. Ma anche di responsabilità: la direzione di una Banda non si limita all’aspetto musicale, è anche una questione di rapporti umani». Fondamentali anche le nuove leve, per tenere sempre «viva» la formazione. La scuola di musica, frequentata da circa 25 allievi, «negli ultimi 15 anni è stata ripensata e ristrutturata - spiega Giacomini -: oggi ogni famiglia di strumenti ha un insegnante dedicato, e i ragazzi escono con una preparazione di alta caratura». «LA SCUOLA È IMPOSTATA proprio per far crescere la Banda - aggiunge Graziella Virde, presidente dal novembre del 2007 e da dieci anni clarinettista fissa della formazione -. Le lezioni spaziano da tutti gli strumenti bandistici al pianoforte e alla chitarra: è evidente che dal nostro punto di vista puntiamo di più sugli strumenti a fiato, ma l’importante è che sia musica». Un «serbatoio» fondamentale è costituito anche dalla scuola elementare, «dove ogni sabato facciamo una lezione di musica alle ultime tre classi, inserita nel programma didattico della primaria - sottolinea il direttore -. Da lì si riesce già a capire se qualcuno ha attitudini musicali, e nei bambini cresce la voglia di accostarsi alla musica». La Banda principale è «un meraviglioso gruppo che spazia dagli adolescenti ai quasi ottantenni - sottolinea Graziella Virde -: da poco è entrato anche un bambino di quinta elementare. É proprio la varietà dell’età anagrafica a dare “sapore“ al gruppo». L’ANELLO DI CONGIUNZIONE artistica tra la scuola e la Banda è la Simo Music Lab. La piccola «fucina musicale» - attualmente composta da una quindicina di ragazzi, ma il numero varia di anno in anno, a seconda degli allevi dei vari corsi - si esibisce in saggi o in piccoli concerti al fianco della Banda principale. «Talvolta mi trovo a suonare al loro fianco, se manca uno strumento - sottolinea Graziella Virde -: è una gioia provare con loro, il mondo dei bambini è divertente. Io posso dire di aver coronato un sogno, quello di suonare in una Banda, ed oggi che sono anche presidente posso vivere in prima persona emozioni diverse. Prima non mi rendevo conto della voglia di fare che si respira in paese e della collaborazione di tutte le associazioni». Un paese turistico come San Felice offre numerose opportunità per esibirsi, soprattutto nella bella stagione. Tra gli appuntamenti fissi, il Concerto di primavera, che quest’anno si terrà nel giardino del palazzo municipale, e in luglio la tradizionale esibizione per la Madonna del Carmine. Senza tralasciare la partecipazione al Raduno bandistico di Pieve Santo Stefano il 9 e 10 giugno, «importante per crescere ed arricchire il confronto con altre realtà», sottolinea la presidente, e la «gita culturale» del 5 maggio a Genova, per assistere alla rappresentazione della Traviata al teatro Carlo Felice. Fino ad arrivare al Concerto di Natale nella chiesa parrocchiale. QUANTO al repertorio, «cerco di scegliere una scaletta il più variegata possibile - spiega Giacomini -, condividendola con tutti gli strumentisti. In genere alterno un brano originale per Banda ad alcune trascrizioni di pezzi classici o di musica leggera (recentemente è stato inserito anche un medley dei Queen) e colonne sonore, così come brani latino-americani, soprattutto in estate. É giusto sperimentare cose scritte appositamente per Banda - conclude il direttore -, ma non possiamo trascurare il gusto del nostro pubblico e dei turisti, che apprezzano maggiormente, come è giusto che sia, brani più noti ed orecchiabili». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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