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25 settembre 2018

Spettacoli

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10.04.2018

Banda di Sarezzo:
la musica sfoggia
il suo look migliore

La Filarmonica Santa Cecilia di Sarezzo ha fatto dell’organizzazione del «vivaio» e dell’alto livello di   formazione  i suoi punti di forza
La Filarmonica Santa Cecilia di Sarezzo ha fatto dell’organizzazione del «vivaio» e dell’alto livello di formazione i suoi punti di forza

Una Banda dal prestigioso passato e dal luminoso futuro, specchio della vocazione artistica di una Valle che ha sempre fatto della musica il suo punto di forza. La Filarmonica «Santa Cecilia» - 60 strumentisti diretti dal 2016 da Fabio Ottini - da 132 anni è la «colonna sonora» di Sarezzo. Un ruolo che svolge non soltanto attraverso le tradizionali ricorrenze civili e religiose, ma anche fuori provincia - spingendosi fino in Sicilia, ad Assisi, a Chioggia e in Alsazia, dove è gemellata con la Banda di Obenhaslach -, mostrando appieno le proprie capacità musicali ed interpretative. «L’ORGANICO è costituito da molti giovani - spiega Ottini, che a sua volta ha mosso i primi passi a 8 anni frequentando i corsi di musica a Sarezzo, diplomandosi poi in tromba al Conservatorio di Brescia -, e questo naturalmente costituisce una garanzia per il futuro. Ma non mancano i “veterani“ che suonano nella Banda da più di cinquant’anni». Il vanto dell’Associazione è l’Accademia musicale intitolata ad Andrea Perotti, primo direttore «saretino doc», sul podio dal 1900 al 1913. Nata nel 2004, in concomitanza con il trasferimento della sede nel moderno e attrezzato centro culturale Aldo Moro, oggi offre ben 18 corsi, undici ad orientamento bandistico e 7 dedicati a pianoforte, chitarra, basso elettrico, canto, violino, fisarmonica e propedeutica musicale. Un così ampio programma non può che rispecchiare grandi numeri: sono circa 200 gli allievi che frequentano l’Accademia, seguiti da 19 insegnanti. «La nuova sede ci ha offerto la possibilità di sviluppare nuovi corsi - spiega Michele Arturo Daz, presidente dal 2016 -, aumentando l’offerta sul territorio per favorire l’avvicinamento dei ragazzi alla Filarmonica. Abbiamo visto che spesso i due “mondi“ si incontrano e si incrociano, con allievi che intraprendono lo studio di due strumenti apparentemente “distanti“». Una cultura musicale che si cerca di trasmettere anche nelle scuole elementari e medie e durante l’open day di settembre, durante il quale i bambini hanno l’opportunità di provare tutti gli strumenti. IL 2004 È ANCHE l’anno di nascita della Banda giovanile, «quando si è deciso di dare un’identità più definita al percorso che i ragazzi dovevano seguire per essere poi inseriti nella Banda principale», spiega Ottini. La Scyb - acronimo di Santa Cecilia Young Band -, diretta fin dalla sua costituzione dallo stesso Ottini, che nel 2016 ha passato il testimone a Valentina Mantovani, è composta da una ventina di ragazzi dai 10 ai 18 anni e nel 2014 ha ottenuto il secondo posto al Concorso nazionale di esecuzione per Bande giovanili «Suono Sole Sapori» di Favignana. «Se da un lato la Scyb è la palestra della musica d’insieme per gli allievi, dall’altra è un’opportunità per i ragazzi di socializzare e divertirsi, condividendo la stessa passione», sottolinea Daz. Inoltre, «l’esperienza maturata nella Scyb diventa strategica per il loro futuro inserimento nella Banda principale», spiega Ottini. Inserimento che avviene «automaticamente» al compimento dei 18 anni di età. La Scyb è una sorta di «ponte» tra l’Accademia e la Banda, un «percorso di formazione che non deve mai mancare, per poter raggiungere un livello in grado di affrontare qualsiasi spartito - spiega Ottini -. Il nostro repertorio spazia dalle musiche originali per Banda, che permettono lo studio dedicato e mirato delle varie sezioni strumentali, alle colonne sonore da film, dalla musica classica a quella moderna». Non mancano le «sperimentazioni»: emblematico nel 2011 il concerto con Charlie Cinelli - cresciuto proprio nella banda -, con l’esecuzione di musiche arrangiate dal saretino Roberto Soggetti, che hanno dato vita al cd «Sarès Nedàl». Poi la recente proposta, sia a Sarezzo che all’auditorium San Barnaba di Brescia, di un concerto basato sulle colonne sonore con la videoproiezione di alcuni spezzoni dei film. Un’idea originale e molto apprezzata. Lo scorso anno la fertile mente di presidente e direttore ha sortito un’esperienza in alta quota: al rifugio in Pontogna è stato proposto «Note immerse nella natura», un concerto all’aperto in uno scenario suggestivo, con brani intervallati da letture sul tema della montagna. Un format che verrà riproposto l’ 8 luglio, al santuario di Sant’Emiliano. •

Cinzia Reboni
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