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21 novembre 2018

Spettacoli

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24.07.2018

Banda di Tremosine
Il grande orgoglio
di un piccolo paese

La Banda di Tremosine è formata da trentadue  strumentisti: un record se si considera che il paese conta meno di duemila abitanti
La Banda di Tremosine è formata da trentadue strumentisti: un record se si considera che il paese conta meno di duemila abitanti

Tremosine, un paese di duemila abitanti che vanta una formazione di oltre 30 strumentisti, di cui 19 under 17. Basterebbe questa circostanza a sublimare la vocazione e la tradizione artistica del Comune dell’alto Garda. Ma la passione per la musica della comunità si specchia anche e soprattutto nei 109 anni di storia, scanditi da cinque stop e altrettante rinascite. Una passione dura a morire. «Nella Banda si impara a stare assieme, fra coetanei ma anche con persone di generazioni diverse - osserva il direttore Sergio Filenghi, 74 anni -, ma si apprende anche il valore di rispettare gli impegni, cosa non facile ma indispensabile per riuscire a fare qualcosa di buono. E, soprattutto, si impara a donare parte del proprio tempo senza attendersi o ottenere qualcosa in cambio». Sergio Filenghi, nato a Villa nel 1944, ha la musica nel sangue. Il suo lavoro di falegname non gli ha mai impedito di portare avanti il suo sogno: per studiare il clarinetto andava a Campione, e successivamente a Toscolano, in sella alla bicicletta. Prima della ricostituzione della Banda a Tremosine ha suonato nel complesso di Toscolano, dedicandosi anche all’insegnamento della musica ai ragazzi del paese. Nel 2005, alla morte del maestro Remo Cozzaglio, ha assunto la direzione della Banda di Tremosine, continuando a seguire anche gli allievi. Ed è proprio la scuola di musica la mission della Banda. «PER RECLUTARE nuovi strumentisti, periodicamente vengono organizzati corsi di musica, seguiti dal maestro Filenghi e dalla flautista Barbara Borra - spiega Daniele Cavazza, presidente dell’associazione e suonatore di clarinetto -. La presenza di numerosi ragazzi rappresenta un grande traguardo, soprattutto perché significa che il valore della musica e delle tradizioni popolari e territoriali riescono ancora a coinvolgere i giovani, oggi attratti soprattutto dal mondo della tecnologia». Tra le funzioni della Banda, c’è quella di accompagnare le cerimonie civili e religiose organizzate sul territorio: processioni, feste patronali, commemorazioni. Tra le più importanti e significative, la processione delle Quarantore a Vesio, la festa patronale di San Giovanni Battista a Pieve, la processione della Madonna ausiliatrice a Sermerio e quella della Madonna del Carmelo a Voltino. Non manca la collaborazione con le penne nere: la Banda è infatti sempre presente alle Feste degli alpini di Pieve e di Vesio a Passo Nota. Tra le manifestazioni organizzate dalla Banda, il concerto in occasione della Sagra di Sant’Antonio a Voiandes e, lo scorso anno, la serata di musiche e letture «Il Piave mormorava... per non dimenticare», sul tema della Grande Guerra. «DURANTE LE FESTE natalizie, è ormai tradizione che la Banda faccia il “tour delle frazioni“ per uno scambio di auguri con la cittadinanza - spiega Cavazza -. Nel corso degli ultimi anni, sono diventati appuntamenti fissi anche la gita sociale e la festa della Banda. La prima, organizzata in primavera, è nata per soddisfare la voglia di socializzare dei nostri componenti. La Banda è prima di tutto un gruppo di amici che, pur facendo parte di generazioni diverse, amano condividere tempo ed esperienze. La Festa della Banda, che si tiene in autunno, rappresenta invece un importante momento di incontro con la popolazione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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