Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
16 dicembre 2018

Spettacoli

Chiudi

04.12.2018

Bersaglieri in bici:
a Roccafranca
la Fanfara è unica

La Fanfara dei bersaglieri ciclisti di Roccafranca grazie ai suoi caroselli inimitabili  è diventata  una realtà conosciuta   in tutto il mondo
La Fanfara dei bersaglieri ciclisti di Roccafranca grazie ai suoi caroselli inimitabili è diventata una realtà conosciuta in tutto il mondo

Cinzia Reboni C’è qualcosa di più difficile di suonare la tromba correndo a perdifiato? Sì, sfrecciare in gruppo in bicicletta, intonando all’unisono «Flik Flok» o «La Bersagliera». Per riuscire nell’impresa servono polmoni, equilibrio, fisico bestiale, una raffinata cultura musicale e un allenamento degno dei campioni dello sport. Forse anche per questo le Fanfare dei Bersaglieri in bicicletta sono rare, anzi uniche. Come quella di Roccafranca. L’unica appunto nel mondo. Un onere e un onore per la formazione guidata dal capo fanfara Marco Siepi. «NEL 2010 ho preso il posto dell’indimenticato Giacomino Prandini, prematuramente scomparso all’età di 56 anni. Quell’anno abbiamo partecipato al raduno di Milano: doveva essere l’ultimo per noi. Avevamo deciso di sciogliere il gruppo, tanto che abbiamo sfilato davanti al palco delle autorità senza capofanfara, per rendere onore proprio a Prandini. Poi è scattato l’orgoglio, e siamo andati avanti». LA FANFARA dei Bersaglieri «generale Diego Vicini» di Roccafranca - un «ramo» del gruppo base dei fanti piumati - è l’unica al mondo a sfilare sulle mitiche «carriole», le biciclette che hanno accompagnato i bersaglieri in più di un secolo di storia. «Le abbiamo acquistate dalla vedova di Prandini, perchè erano di sua proprietà - spiega Siepi -. In questo modo abbiamo potuto mantenere una caratteristica che ci rende veramente unici. Non abbiamo inventato niente, visto che le pattuglie ciclistiche c’erano già a cavallo della Prima e Seconda guerra mondiale. Diciamo che abbiamo tenuto fede alla tradizione, e il fatto di suonare pedalando è il valore aggiunto delle sfilate». «Sono biciclette speciali - aggiunge il presidente Gianpietro Rinaldi -. Alla fine della Seconda guerra mondiale erano finite nei magazzini, molte erano state demolite. Hanno anche un notevole valore economico, ma soprattutto sono cimeli storici. Sul mercato se ne trovano poche, perchè giustamente si tengono come ricordo del nonno bersagliere. Prandini era riuscito ad averle perchè aveva spiegato che servivano per la fanfara». AD OTTOBRE LA FANFARA di Roccafranca ha partecipato alle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, organizzato a Sanremo dal Comune e dall’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo. «Molti ci chiedevamo se avremmo davvero sfilato suonando in bicicletta - spiega Rinaldi -. In realtà non è facile: passi per le trombe, che sono abbastanza leggere, ma il problema sono gli strumenti grandi. Rispetto a suonare a passo di corsa, pedalando si risparmia fiato. Ma bisogna mantenere l’equilibrio e... stare attenti alle buche. Ma in un modo o nell’altro, quello che conta è il nostro impegno: bisogna suonare soprattutto con il cuore». La fanfara di Roccafranca è molto attiva. «Partecipiamo a tutti i raduni, facciamo servizi in Italia e all’estero e concerti - sottolinea Marco Siepi -. Sabato 15 saremo alla Casa di riposo di Castrezzato, un appuntamento che onoriamo tutti gli anni, insieme a quello alla Rsa Cadeo di Chiari: sono un po’ i nostri Concerti di Natale dedicati ai nonni». «Quando arriviamo noi, gli anziani fanno un tuffo nel passato - aggiunge il presidente Rinaldi -: ricordano la loro giovinezza e si mettono a cantare. Per noi è una gioia poter regalare qualche momento di felicità». Pur essendo una Fanfara «giovane» sotto il profilo anagrafico - l’età media dei suoi componenti è di 40 anni -, «sentiamo lo stesso problema di tutte le altre formazioni - aggiunge Rinaldi -. Con la soppressione del servizio di leva sono venuti a mancare i rinforzi. Senza contare che siamo circondati da altre fanfare: nel raggio di 15 chilometri ce ne sono tre. Anche tra le Bande del territorio è difficile reperire forze nuove: c’è sempre l’impressione, anche se sbagliata, che la fanfara si porti via elementi preziosi. Fortunatamente nel nostro gruppo lo “zoccolo duro“ è formato da strumentisti che suonano solo nella fanfara». Quello di Rinaldi è un impegno a 360 gradi: oltre ad essere presidente della Fanfara di Roccafranca da un lustro, fa parte dell’organico da 38 anni, senza contare che è anche presidente-suonatore della Banda di Trenzano. «Cerchiamo di tenere in vita le tradizioni popolari - spiega -: le Bande e le Fanfare fanno parte della nostra storia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok