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sabato, 25 novembre 2017

Carpenedolo:
la Banda «strega»
l’Europarlamento

La Banda di Carpenedolo durante la recente visita al parlamento europeo di Strasburgo dove ha avuto la prestigiosa occasione di esibirsi

Cinzia Reboni

Per i suoi settant’anni il Corpo Musicale di Carpenedolo si è regalato una passerella europea: in giugno il Parlamento di Strasburgo ha spalancato le porte al gruppo guidato da Mario Mazza. Esibizione, foto di rito, visita guidata all’Europarlamento: «Un’emozione unica - ammette Claudio Marini, presidente dal 2011 e “colonna“ della Banda, dove suona il sax dal 1981 -. Dopo aver portato la nostra musica a Roma e a San Marino, volevamo puntare ancora più in alto, ma tutto questo ci sembrava un’utopia. E invece, grazie al prezioso aiuto della Pro loco e all’invito dell’onorevole Luigi Morgano, il sogno si è realizzato e abbiamo varcato la soglia del massimo organo che rappresenta l’Europa unita».

Se il concerto in terra francese è stato sicuramente l’evento dell’anno targato 2017, non sono mancate le performance a «chilometro zero», a partire da quella promossa in occasione della Fiera di San Bartolomeo, in agosto, e dal concerto all’alba.

«In settembre abbiamo suonato, alle 6 del mattino, sul Monte Rocchetta - racconta Claudio Marini -. Nel programma, emblematicamente intitolato “O sole mio“, era stato inserito anche un meedley degli Abba. Un’esibizione molto apprezzata dal pubblico che, nonostante la levataccia, ci ha applaudito a scena aperta».

IMMINENTE INVECE il tradizionale appuntamento di Natale: per il concerto di sabato 16 dicembre a palazzo Deodato Laffranchi «abbiamo scelto un programma di brani totalmente natalizi - anticipa il direttore Mario Mazza, sul podio dal 2004 -. In genere la scaletta del concerto miscelava più generi, ma per questa edizione abbiamo optato per un tema unico».

Il repertorio della Banda è del resto ampio. «Devo scegliere musiche che piacciano soprattutto a chi le suona - ammette Mazza -. Le composizioni per banda sono infinite: dai brani originali alle colonne sonore, fino alle trascrizioni di opere famose. Cerco di trovare il giusto compromesso scegliendo brani stimolanti e adatti a mantenere un livello tecnico accettabile. L’importante è accontentare tutte le generazioni, visto che il nostro organico va da ragazzi che frequentano la prima superiore fino a chi sfiora gli ottant’anni. Un mese fa ho inserito in programma persino “Despasido“ in versione per banda...».

LA FORMAZIONE di Carpenedolo è rafforzata dalla scuola di musica, dove quattro insegnanti specializzati «plasmano» i nuovi talenti.

«La scuola è una garanzia di ricambio generazionale - sottolinea Marini -, anche se non è facile catturare l’interesse dei giovani. In paese, poi, sono attive altre due realtà musicali che pian piano hanno inserito anche lo studio di strumenti e fiato, e questo ovviamente penalizza un po’ tutti, disperdendo le forze». Gli allievi che dalla scuola di musica passano nell’organico principale «alzano il livello tecnico del gruppo, anche perchè i giovani hanno più tempo per dedicarsi allo studio dello strumento rispetto a chi ha impegni di lavoro - spiega il direttore -. Quando sono pronti per il “grande salto“ vengono inseriti nella formazione a gruppi, proprio per evitare ingressi singoli che potrebbero avere un impatto traumatico». Importante anche il contatto con le scuole del paese. «Per il secondo anno è stato messo a frutto il progetto “Tatapum! - Nati per la musica“, in collaborazione con il Sistema bibliotecario Brescia Est - spiega il presidente Marini -. Un’iniziativa pensata per coinvolgere i bambini dell’asilo e delle elementari: due volte all’anno vengono proposte delle storie con suoni onomatopeici per suscitare nei piccoli un precoce interesse verso il mondo della musica».

E ALLE NUOVE GENERAZIONI guarda anche il maestro Mazza, che da un paio d’anni coordina e dirige Il Garda Music Fife, una formazione di una quarantina di studenti provenienti dalla scuola media Rogazionisti di Desenzano, dalla media Pascal di Castiglione e dall’elementare di Salò, che suonano il fife, strumento simile al flauto traverso. «Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Theodora onlus di Milano - spiega Mazza - e l’intento è quello di farci portavoce, attraverso esibizioni a scopo benefico, di un messaggio di cultura e speranza a chi attraversa un periodo della propria vita non particolarmente fortunato».