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23 settembre 2018

Spettacoli

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23.01.2018

Cuore e creatività:
Roncadelle sfoggia
una Banda modello

Il Corpo Bandistico parrocchiale Don Carlo Vezzoli di Roncadelle rivendica nella denominazione  le sue radici di formazione nata in parrocchia
Il Corpo Bandistico parrocchiale Don Carlo Vezzoli di Roncadelle rivendica nella denominazione le sue radici di formazione nata in parrocchia

Lo sguardo proiettato al futuro e il cuore che custodisce le antiche tradizioni. Nel 2011, con la trasformazione in Associazione Corpo Bandistico parrocchiale «Don Carlo Vezzoli», il direttivo ha voluto conservare le proprie radici, lasciando inalterata la denominazione originale. Una peculiarità che fa della formazione di Roncadelle una delle rarissime Bande parrocchiali di tutta Italia. I settantadue anni di storia sono un patrimonio che il gruppo sta capitalizzando. «Il nostro obiettivo - sostiene Donato Pianta, da dieci anni presidente della Banda - è quello di far conoscere la musica nei suoi molteplici generi e stili, orecchiabili o più ricercati, ma sempre con quella contagiosa grinta che la rende immediatamente riconoscibile». La presenza del Corpo bandistico parrocchiale nella comunità di Roncadelle «si contraddistingue proprio per il desiderio di diffondere e promuovere la cultura musicale, specialmente tra i più giovani - sottolinea ancora Pianta, strumentista di lungo corso -. La passione per la musica deve essere l’impulso che alimenta e sostiene un ruolo sociale ed educativo, senza il quale verrebbe certamente meno il fine dell’associazione». Associazione che può contare anche sulla «freschezza» della sua scuola di musica «Vieni alla Banda», che conta circa 40 iscritti - tra cui anche adulti - che, oltre a seguire le lezioni individuali, prendono confidenza con la realtà bandistica grazie agli incontri di musica d’insieme. Nel maggio dello scorso anno sono stati gli stessi allievi a proporre il nome per la loro formazione giovanile, e alla fine la scelta è caduta su «Fa Re La Band», diretta da poco più di un anno da Marco Bosio.

IL 2016 È STATO un anno cruciale per il Corpo bandistico di Roncadelle, che ha festeggiato il 70esimo anniversario di fondazione con una serie di eventi. «Abbiamo ospitato la Banda di Urago Mella, con la quale per alcuni decenni abbiamo condiviso il maestro fondatore Francesco Montagnini, e nel Concerto di Natale, oltre a distribuire un’edizione speciale del “Giornalino della Banda”, abbiamo voluto raccontare in musica e parole, con il prezioso contributo di un narratore, il cammino ma soprattutto le persone che hanno attraversato e fatto la storia del nostro gruppo», spiega Pianta. Sul podio, a dirigere un brano, c’era anche Domenico Coradi, secondo una tradizione che si rinnova ogni cinque anni e che vede la bacchetta affidata ad un «maestro del passato». Anche il 2017 «è stato ricco di soddisfazioni - ammette Valentina Mantovani, sul podio dal 2011 -. Oltre ai vari impegni istituzionali civili e religiosi, a febbraio abbiamo tenuto un concerto di beneficenza a favore del Comune terremotato di Preci, a luglio siamo stati ospiti del Festival Bandistico di Franciacorta a Provaglio d’Iseo, quindi ci siamo esibiti in settembre a Monticelli Brusati e a Passirano. Il 17 dicembre si è tenuto il tradizionale Concerto di Natale, mentre nei successivi giorni di festa siamo passati nelle vie del paese per i tradizionali auguri in musica». E il futuro cosa ha in serbo? «Stiamo lavorando per consolidare la crescita degli ultimi anni, attraverso scambi, gemellaggi e raduni con altre realtà, sia della Banda “degli adulti” che di quella Giovanile, per la quale stiamo pensando ad un breve Campo Musicale tutto nostro - spiega Valentina Mantovani, che ha mosso i primi “passi bandistici“ suonando l’ottavino nella formazione di Gardone Valtrompia -. Abbiamo poi in agenda il Concerto d’estate, in occasione della sagra di San Bernardino, ed il Concerto di Natale al teatro Aurora. Come sempre il repertorio spazierà a 360 gradi: amo inserire in scaletta un brano classico, ma non trascuro i pezzi originali per Banda, anche se... a piccole dosi, perchè nonostante siano i più adatti ad elevare ed evidenziare la qualità degli strumenti, sono i meno orecchiabili. Il pubblico ha bisogno anche di cose più folcloristiche e accattivanti: canzoni arrangiate, colonne sonore o brani più ritmati». Un sogno nel cassetto? «Mi piacerebbe allestire un evento per ricordare il centenario della fine della Prima guerra mondiale, perché anche una banda di paese può essere portatrice di cultura ben oltre il proprio ambito musicale - conclude il presidente Pianta -. Poi vorrei avere delle nuove divise. Ma per realizzare questo sogno, ci vorrà la collaborazione e l’impegno di tutti».

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