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13 novembre 2018

Spettacoli

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08.05.2018

Fanfara Tridentina:
emozioni «scritte»
con le penne nere

La Fanfara Alpina Tridentina è affiliata all’Ana di Cremona-Mantova: un passaggio cruciale per continuare a sfilare in parata
La Fanfara Alpina Tridentina è affiliata all’Ana di Cremona-Mantova: un passaggio cruciale per continuare a sfilare in parata

Nata sotto il segno delle penne nere. Superando ogni ostacolo e polemica, la Fanfara Alpina Tridentina - costituita come associazione musicale culturale intitolata a Walter Smussi nel 2016 - continua a promuovere i valori del corpo. «La Fanfara era nata nel 2000 in occasione della prima adunata degli alpini a Brescia - spiega Emanuele Saleri, suonatore di sax dal 2001 e direttore musicale dal settembre del 2012 -. Da allora, nel solco dello spirito e della tradizione della vecchia Fanfara Tridentina Militare, aveva partecipato a tutte le adunate nazionali, alle manifestazioni e alle ricorrenze, al servizio dei 160 gruppi della provincia». Due anni fa la strettoia. «Il bisogno di integrare strumenti fondamentali per la formazione, aveva reso necessario l’inserimento di alcuni “esterni”, operazione del resto approvata dal regolamento della sezione nazionale, ma non condivisa dalla sezione di Brescia», spiega Saleri. Al punto che la Fanfara viene commissariata. «È stata una grande delusione - ammette il direttore -: e pensare che ci dicevano sempre che la Fanfara era il fiore all’occhiello della sezione...». Per poter partecipare all’adunata di Asti del 2016, gli strumentisti si ricostituiscono come associazione e, per avere l'ufficialità dell’Ana, decidono di affiliarsi alla sezione di Cremona-Mantova. «Il messaggio che vogliamo trasmettere, al di là di tutte le sterili polemiche, è la volontà di portare avanti la tradizione e di metterci sempre al servizio degli altri - sottolinea Saleri -. Ci esibiamo in tutta la provincia, e anche fuori. E ci spiace vedere che spesso ad alcune sezioni venga impedito di chiamarci». «La nostra realtà è invidiata da tutti - aggiunge Mario Gozzini, percussionista dal 2010 e presidente dallo scorso anno -, siamo stimati da tutti i gruppi e ogni sfilata o concerto è sottolineata dal grande successo di pubblico che ci accompagna. Guardiamo con ottimismo al futuro, perché sappiamo che il nostro impegno viene apprezzato». Già, il futuro... «Attualmente siamo una cinquantina, tutti musicisti provenienti da altre Bande della provincia, quindi gente preparata, non alle prime armi. E questo è sinonimo di qualità. Purtroppo non siamo più tanto giovani - ammette Saleri -, e visto che il servizio militare non c’è più, in qualche modo bisogna cercare di far sopravvivere questa realtà». «É fondamentale riuscire a trovare forze nuove da inserire nella formazione - aggiunge Gozzini -, qualcuno che vada avanti a fare quello che stiamo facendo noi e che creda nei nostri stessi valori». Quanto al repertorio, «ovviamente è basato su brani tradizionali alpini, che eseguiamo prevalentemente alle manifestazioni e alle sfilate - sottolinea il maestro -, ma nei nostri concerti inseriamo anche brani più impegnativi». Il prossimo appuntamento vedrà la partecipazione della Fanfara Alpina Tridentina all’adunata nazionale di Trento di questo fine settimana: nello specifico, venerdì la Fat sarà in concerto al Teatro comunale di Pergine Valsugana e domenica aprirà la sfilata alla testa della sezione Cremona-Mantova. Il 2 giugno la Fanfara si esibirà in un concerto serale davanti alla sede degli alpini del quartiere Fiumicello, in città, mentre il 30 giugno ed il 1° luglio sarà a Serina, in provincia di Bergamo, per un’esibizione dedicata ai cento anni della fine della Grande Guerra. Il 9 settembre la Fat parteciperà ad una manifestazione con il gruppo alpini di Covelo, in provincia di Trento, mentre il 23 sarà in trasferta a Bottanuco, Bergamo, in occasione dell’85° anniversario del locale gruppo delle penne nere. «COME SI PUÒ vedere dal fitto calendario di impegni, la Tridentina non si limita alle sfilate, ma offre anche concerti che proponiamo sempre con entusiasmo, riscuotendo un grande successo che ci gratifica e ci ripaga di tutti gli sforzi - conclude Mario Gozzini -. Nelle nostre esibizioni dedicate alla Grande Guerra coinvolgiamo anche i bambini delle scuole, che leggono le lettere dei soldati dal fronte. Molti dicono che la storia non insegna niente, ma invece è importante che i giovani conoscano un passato che non può essere dimenticato e che deve essere alla base del nostro vivere civile. Un passato fondato su tradizioni e valori, proprio come quelli che le penne nere continuano, nonostante tutto, a portare avanti». •

Cinzia Reboni
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