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27 aprile 2018

Spettacoli

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02.01.2018

La Banda di Nave
è una culla di talenti
a chilometro zero

Il Complesso  Bandistico Santa Cecilia di Nave ha ampliato i suoi orizzonti cercando di confrontarsi con ogni aspetto artistico della musica
Il Complesso Bandistico Santa Cecilia di Nave ha ampliato i suoi orizzonti cercando di confrontarsi con ogni aspetto artistico della musica

Una storia d’amore con la musica lunga 133 anni. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 1885, quando don Domenico Pederzini ricostruì una Banda nel solco di quella...Perseveranza che, contrariamente al nome, si era sciolta qualche anno prima. Oggi, potendo contare su un organico di una quarantina di strumentisti, il Complesso bandistico Santa Cecilia di Nave ha all’attivo una carriera costellata di successi e soddisfazioni. SUL PODIO, dal settembre 2005, c’è Lelio Epis, che dirige attualmente anche l’Associazione filarmonica Conca d’Oro della Valsabbia ed è tra i fondatori - nonchè presidente e uno dei direttori - della Banda Choros, chiamata anche Banda dei Maestri, che riunisce le «bacchette» di varie formazioni provinciali. Oltre ai consueti servizi civili e religiosi, dal 1998 il Complesso Bandistico di Nave ha iniziato una nuova tradizione inserendo nel calendario annuale due importanti appuntamenti fissi: il Concerto d’Inverno al teatro San Costanzo e quello d’Estate nel cortile dell’Istituto dei Salesiani, che sono andati ad aggiungersi al concerto di Pasqua nella chiesa di Muratello e all’esibizione in occasione della festa di San Marco, in aprile a Cortine. PROPRIO IN QUESTI giorni si stanno accordando gli strumenti e lucidando gli ottoni in vista del Concerto d’Inverno, in programma venerdì alle 20.45. Nell’occasione si esibiranno anche il soprano Marta Mari e Simone Fenotti nella duplice veste di clarinettista e tenore. «Il ragazzo ha solo 17 anni - spiega Lelio Epis, e si sta affacciando proprio ora alla carriera del canto lirico -. Noi cerchiamo di valorizzare i nostri talenti interni: è giusto dargli un’occasione e un po’ di visibilità». Il Concerto d’Inverno - che inizierà con una Fantasia di Natale di autori vari, arrangiata dallo stesso Epis - spazierà da brani di Jakob De Haan a Jacques Offenbach, da Franz Lehar alle impegnative arie verdiane. «Normalmente prediligo musiche originali per Banda, ma nel repertorio inserisco sovente anche colonne sonore. É evidente che ogni concerto necessita di scelte mirate: è il caso, appunto, di quello d’Inverno o di quello pasquale, imperniato su brani sacri a tema». Nonostante la Banda di Nave non disponga di una scuola di musica propria - in paese esiste già l’Associazione musicale Sarabanda, che ha il compito di addestrare i futuri talenti -, il Complesso Santa Cecilia ha attivato un’ampia gamma di progetti nelle scuole. «A partire dalla “Banda in classe“ nelle elementari, attivato sei anni fa - spiega Alessia Panero, clarinettista dal 1999 e da due anni presidente del sodalizio -. Da tre anni inoltre cerchiamo di promuovere la musica attraverso un percorso di avvicinamento agli strumenti a fiato, nell’ambito del progetto “Suono anch’io“ dedicato ai ragazzi di prima media. Si tratta di lezioni collettive in orario extra scolastico. Quest’anno gli iscritti erano 23, e 14 di loro proseguiranno il loro percorso di studi fino a giugno. Certo, i numeri sono bassi, ma noi speriamo che il progetto prenda piede». Impresa non facile, quella di trasmettere la passione per la musica ai giovani. «Le alternative al giorno d’oggi sono tante - aggiunge Alessia Panero -: molti ci provano, ma poi fanno fatica a mantenere l’impegno preso. Noi cerchiamo di coinvolgerli il più possibile, di motivarli. Nel Concerto di Santa Lucia, ad esempio, i piccoli flautisti si sono esibiti insieme alla Banda, in una sorta di “piccolo saggio“». IL COMPLESSO Bandistico Santa Cecilia - che all’inizio di dicembre ha partecipato al Festival zonale di Lumezzane - è stato scelto come Banda d’appoggio per il prossimo corso di direzione, che inizierà a giorni e si concluderà il 19 maggio con il concerto finale. «Faremo da... cavia ai nuovi direttori - sottolinea scherzando Lelio Epis -: sarà un’esperienza importante e davvero costruttiva per tutti». Nel 2016 la «Santa Cecilia» è entrata nella nuova sede, nei locali di via della Fonte concessi in uso gratuito dal Comune. «Prima dividevamo gli spazi con la scuola di musica Sarabanda, ora abbiamo una sede tutta nostra - conclude Alessia Panero -: per l’occasione abbiamo voluto intitolarla a Giovanni Liberini, che rappresenta un punto di riferimento nella storia della nostra associazione». •

Cinzia Reboni
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