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18 agosto 2018

Spettacoli

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06.02.2018

Orchestra di Fiati
di Vallecamonica:
sinfonia d’autore

L’Orchestra di Fiati di Vallecamonica  rappresenta un unicum nel panorama delle formazioni musicali della provincia di Brescia
L’Orchestra di Fiati di Vallecamonica rappresenta un unicum nel panorama delle formazioni musicali della provincia di Brescia

A volte le cose migliori nascono quasi per caso. Crescono, si trasformano, spiccano il volo. È un po’ la storia dell’Orchestra di Fiati di Vallecamonica - chiamarla Banda o «super Banda» è forse riduttivo -, che in 15 anni ha raggiunto livelli di assoluto rilievo nel panorama musicale internazionale. «Nei primi anni Duemila molti strumentisti partivano dalla Valcamonica per andare a suonare nell’Orchestra di Fiati di Soncino - spiega il direttore Denis Salvini -: la passione riusciva ad annullare le distanze. Finché un giorno ci siamo detti: perché non ci proviamo anche qui? Eravamo tutti diplomati o studenti del Conservatorio di Darfo. Abbiamo iniziato quasi per gioco, in un anno abbiamo fatto un solo concerto. Ma la cosa ci appassionava, siamo andati avanti. Oggi l’organico conta più di 60 elementi che arrivano da tutta la provincia. Alcuni frequentano ancora i Conservatori, altri si sono diplomati, molti appartengono ad altre Bande o addirittura ne sono i maestri».

«È UNA BANDA un po’ atipica - ammette Stefano Cresci, che suona il corno e da 8 anni è presidente della formazione -. Il nostro obiettivo è quello di eseguire musica per fiati ad alto livello, di fare un’esperienza orchestrale professionale. Ci sono i “veterani“, che ne fanno parte dal 2013, e molti ragazzi giovani, alcuni sedicenni». «A modo nostro siamo un po’ “apolidi” - sottolinea Cresci -, perché di fatto non siamo legati a nessun Comune: non facciamo servizi civili o religiosi, ma solo concerti e concorsi. Nonostante questo, siamo molto legati al territorio e non abbiamo mai cambiato denominazione. In un certo senso ci manca un po’ il legame ad un paese: non abbiamo il supporto di una sala prove tutta nostra, ma fortunatamente possiamo fare affidamento sugli spazi concessi da Cavalli Musica e da alcune Bande amiche che ci mettono a disposizione la loro sede».

I RISULTATI, in 15 anni, non sono mancati. «Siamo tra i migliori gruppi in tutta Italia, e non solo - sottolinea Cresci -. Lo scorso anno a Utrecht, in Olanda, abbiamo partecipato al convegno mondiale che si tiene ogni due anni. È la manifestazione in assoluto più importante, tanto che la partecipazione è esclusivamente ad inviti. Ed erano 15 anni che non invitavano un’orchestra italiana...». La mission «è far conoscere la nostra musica attraverso i concerti e dare un’altra forma alla Banda classica - sottolinea Denis Salvini -. Vogliamo essere un punto di riferimento, trasmettere il concetto che sacrificio e studio possono portare a risultati di un certo livello. Ultimamente sono approdati nella nostra orchestra anche studenti dei Licei musicali: per loro è una “palestra“ impareggiabile». L’ensemble, pur essendo espressione della più radicata tradizione bandistica, si stacca decisamente dalla vecchia funzione della Banda, che era quella di rendere la musica «colta», che si ascoltava solo nei teatri, disponibile ad un vasto pubblico. «L’Orchestra di fiati propone se stessa, e rende consapevole il pubblico delle qualità e delle grandi potenzialità che una compagine di questo tipo possiede - sottolinea Salvini -. In Italia siamo in pochi, ma di valore: sono solo 4 le formazioni di questo tipo. Oltre a noi, ci sono l’Orchestra a Fiati di Valtellina, la Rovereto Wind Orchestra e l’Orchestra a Fiati di Ferentino, nel Lazio». Il repertorio fa la differenza: «scegliamo brani di alto livello, che in Italia si suonano poco, perchè certe risorse tecniche non ci sono dappertutto - spiega il direttore - e necessitano anche di strumenti particolari, come arpa e pianoforte. Il 90% del repertorio è composto da musiche internazionali originali per Banda, ma a me interessa soprattutto la qualità dei brani. Quest’anno, per esempio, in occasione della celebrazione dei cento anni dalla nascita di Leonard Bernstein, introdurremo un brano tratto da “West Side Story”». La provenienza da tutta la provincia e l’appartenenza di molti strumentisti ad altre Bande, limita un po’ l’attività dell’Orchestra. «Generalmente - spiega Salvini - ci riuniamo per le prove ogni 15 giorni. Attualmente stiamo preparando il concerto, in programma il 21 aprile a Vimercate in occasione dei festeggiamenti per la Banda locale, che compie 105 anni. Seguiranno poi delle esibizioni in estate e autunno».

Cinzia Reboni
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