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13 dicembre 2017

Spettacoli

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25.09.2017

Passirano si gode
la seconda vita
della sua Banda

L’Associazione culturale Filarmonica «Don Tranquillo Pietta» durante una prestigiosa  esibizione all’auditorium San Barnaba di Brescia
L’Associazione culturale Filarmonica «Don Tranquillo Pietta» durante una prestigiosa esibizione all’auditorium San Barnaba di Brescia

Cinzia Reboni

Vent’anni. Un traguardo prestigioso per una Banda che, nata a Passirano sull’onda dell’entusiasmo nei primi anni del Novecento e messa in sordina nel ’51, è tornata a nuova vita nel 1997 sotto la denominazione di Associazione culturale Filarmonica «Don Tranquillo Pietta». Artefici della rinascita l’ex preside della scuola media Giorgio Bettoni e il maestro Aldo Epis, ancora oggi saldamente sul podio.

«L’IDEA DI RICOSTITUIRE una realtà musicale a Passirano era nata già qualche anno prima, intorno al 1993, quando anche il Comune aveva manifestato l’esigenza di far fronte alla richiesta formativa di una scuola di musica - spiega Epis -, ma il debutto avvenne in occasione del Concerto di Natale del 1997». E la scuola di musica, intitolata al grande organista Giorgio Tonelli, oggi funziona a pieno ritmo, con più di cento iscritti. «C’è un’offerta allargata - sottolinea Aldo Epis, che attualmente insegna anche al Liceo musicale Gambara di Brescia -, ma puntiamo soprattutto su flauto traverso, percussioni, chitarra e pianoforte, i quattro strumenti più appetibili e in grado di “attirare“ i ragazzi più giovani. É evidente che pianoforte e chitarra non sono strumenti bandistici, ma il nostro obiettivo è quello di non guardare il dito ma la luna: con un’offerta musicale a 360 gradi non si corre il rischio di restare senza allievi».

Una scelta che si è rivelata vincente. «La scuola funziona bene, e tanti ragazzi arrivano anche dai paesi limitrofi, dove non c’è un’offerta altrettanto valida - sottolinea Daniela Capelletti, presidente dal 2012, che suona nella Banda da quando aveva 18 anni e si è poi diplomata al Conservatorio in flauto e canto lirico -. Aver ampliato la gamma degli strumenti ci consente di avere sempre un alto numero di iscritti, e di poter contare su nuove leve da inserire nell’organico bandistico». E infatti gli allievi più promettenti fanno il «grande passo» senza passare da altre realtà, come potrebbe essere la classica mini banda. «La nostra Banda è già... mini - sottolinea il direttore -, contando su un buon 60% di giovani nati tra il 1994 ed il 2004. Ma non va dimenticato lo “zoccolo duro“ degli over 40, sempre disponibili ad affiancare i giovani nel loro inserimento. Possiamo contare su basi molto solide».

QUANTO al repertorio, «cerco di privilegiare i brani originali per Banda, nonostante io sia un melomane - spiega Aldo Epis, con un passato nell’orchestra dell’Arena di Verona e, dal 2004 al 2011, alla direzione della Banda di Villongo -. Preferisco evitare trascrizioni: la Banda deve suonare musica per Banda».

Nonostante questo, «per il concerto d’Estate scelgo musica più “vicina“ al pubblico, inserendo nel programma brani di Beatles, Queen, Morricone. Per il concerto di Natale, invece, cerco di alzare l’asticella, proponendo un mix tra brani della tradizione e musiche originali per Banda. Il livello di difficoltà è piuttosto alto, tanto che iniziamo la preparazione a settembre». Le prove si tengono nella sede della ex scuola media in via Garibaldi, concessa in uso gratuito dal Comune.

«Abbiamo a disposizione quasi tutte le aule, al secondo e terzo piano dell’edificio - spiega la presidente -. É questo il “cuore“ della nostra associazione. Qui nascono i nostri concerti, qui sbocciano i nuovi talenti, qui cerchiamo di ampliare la cultura musicale tra i cittadini».

Cinzia Reboni
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