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21 ottobre 2017

Spettacoli

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06.06.2017

Studio e creatività:
Villanuova sfoggia
una Banda modello

La Banda «Carlo Zambelli» di Villanuova è l’epicentro di un’articolata attività di formazione rivolta in particolare ai giovani e alle scuole
La Banda «Carlo Zambelli» di Villanuova è l’epicentro di un’articolata attività di formazione rivolta in particolare ai giovani e alle scuole

Cinzia Reboni

Ha quasi tagliato il secolo di vita. Ed ha cambiato nome tre volte. Ma la passione che ha «legato» nel tempo i suoi protagonisti è sempre la stessa. La Banda «Carlo Zambelli» di Villanuova sul Clisi, che oggi conta 39 strumentisti, è riuscita a ritagliarsi uno spazio di assoluto prestigio in un territorio, quello della Valsabbia, diventato una «culla» di gruppi musicali.

«POSSIAMO DIRE che ce n’è una ogni 5 chilometri - afferma il presidente Franco Cocca -. É un territorio prolifico dal punto di vista artistico, e questo fa sì che, nonostante il nostro sia un paese piccolo, i bambini che si avvicinano alla musica siano numerosi».

Attualmente la scuola della Banda - attiva dal 1980 - conta 25 allievi di età compresa tra i 7 e i 15 anni. «I corsi sono l’elemento indispensabile per dare continuità alla nostra attività - ammette Cocca, presidente dal 2006, ma strumentista da quasi quarant’anni -. Dalla fine degli anni ’90, grazie al nostro musicante Renato Berta, sono gestiti da insegnanti diplomati: all’inizio erano 3, poi si è arrivati a 8, in modo da coprire tutte le classi strumentali. Il concerto di Santa Cecilia ci dà l’occasione di raccogliere fondi da destinare alla scuola, per fornire ai ragazzi l’acquisto di strumenti a prezzi calmierati e rette di iscrizione alla portata di tutti. Ma ci hanno consentito anche di rinnovare le divise e di acquistare nuove partiture».

PROGETTI AMBIZIOSI vengono avviati annualmente con la scuola primaria per la diffusione della cultura musicale attraverso lezioni-concerto e veri e propri corsi di musica, «per consentire ai ragazzi di avvicinarsi piacevolmente agli strumenti musicali: quelli a fiato richiedono una forte motivazione - spiega Cocca -, e c’è bisogno di più tempo per “appassionarsi“». «Se non puntiamo sui giovani, termina tutto nel giro di pochi anni - sottolinea il direttore Alessandro Bertola -: il nostro obiettivo principale è proprio quello di raggiungere il maggior numero di contatti possibili con le scuole ed il mondo giovanile. Il turn over è frenetico, ed è necessario far crescere le nuove leve per garantire il futuro della Banda». E proprio le «nuove leve», che fino a pochi mesi fa costituivano la Junior Band, sono entrate nell’organico principale, «svuotando» di fatto la formazione giovanile. «Ma c’è la volontà di rimetterla in piedi - spiega Bertola -: potrebbe ripartire già a gennaio, grazie alle nuove iscrizioni ai corsi».

Nel frattempo, la Banda si prepara al Concerto d’Estate, che quest’anno assumerà una valenza particolare. «Sarà dedicato a Carlo Zambelli - precisa Cocca -, che ha “traghettato“ il nostro gruppo verso la modernità. Un personaggio talmente importante che ha dato il suo nome al corpo bandistico». Ma l’agenda estiva conta altri appuntamenti: «Stiamo organizzando una vacanza-studio in Valle Dorizzo - spiega il direttore -: cercheremo di abbinare lo svago alle attività musicali. Sarà un’opportunità per maturare e coinvolgere gli allievi e le loro famiglie». Oltre ai tradizionali impegni per celebrazioni civili e religiose, nel calendario della Banda spiccano anche il saggio degli allievi nel mese di maggio, il concerto patronale di San Matteo e quello di Natale. Eventi classici a cui la Banda cerca sempre di conferire qualcosa di nuovo secondo la filosofia di Bertola, sul podio dall’estate 2016. «Ho “debuttato“ nel concerto estivo dello scorso anno: tempo di fare 4 prove, e via... Ma è stata un’esperienza eccezionale. Tutto il gruppo ha risposto bene». Sotto il profilo del repertorio, «ritengo che ogni maestro abbia una sua caratteristica: io punto sull’equilibrio, fare cioè in modo di sentire tutti gli strumenti che suonano insieme. Equilibrio è la parola chiave: il mix giusto per la giusta armonia».

BERTOLA, sul podio per la prima volta a 18 anni con la Fanfara Brigata di Cadore di Belluno, vanta un curriculum prestigioso. Ha diretto numerose bande e la sua attività concertistica è vastissima. Tra le sue esperienze più importanti, il concerto con l’Orchestra Filarmonica Italiana in Toscana, con Andrea Bocelli, in diretta Rai. Come solista, l’esibizione più prestigiosa è stata con l’Orchestra Toscanini di Parma, il 2 agosto 2005, durante la quale ha eseguito in prima mondiale un brano della compositrice nipponica Orie Sato. Nell’ambito delle varie formazioni musicali, Bertola ha all’attivo molte incisioni.

Cinzia Reboni
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