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21 novembre 2017

Spettacoli

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08.11.2017

Mamma mia!
L’allegro trionfo
del puro pop

Tradurre in forma di musical un concetto lungo quasi cinquant'anni: il kitsch applicato alla musica, la leggerezza del disimpegno, la forma che - senza mai negarlo - supera per una volta la noia della sostanza. Gli Abba, in sintesi. Li ha catturati così Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Sistina, mettendoli in fila senza paura di esagerare: 24 brani, mica poco.

Non stanca mai «Mamma mia!», in scena ieri al Dis_Play Brixia Forum, proposto dal Cipiesse. Un racconto di oltre due ore che parte proprio dagli stimoli del motivetto per eccellenza del pop made in Svezia, generato e creato da papà Björn Ulvaeus e mamma Agnetha Fältskog a inizio anni '70. «Mamma mia», appunto.

La storia si ispira al noto film di una decina d'anni fa, italianizzando la parte sonora dove spiccano anche chicche arcinote come «Dancing Queen» e «Super Trouper». Su un'isola greca la giovane protagonista Sofia (Eleonora Facchini) tesse la trama, invitando alla cerimonia del proprio matrimonio tre candidati a essere suo padre, per accompagnarla all'altare: Sam (Paolo Conticini), Romolo (Luca Ward) ed Enrique (Sergio Muniz), che venti anni prima avevano avuto una relazione con sua mamma Donna, interpretata da Sabrina Marciano. Al di là dell'intreccio, mero contorno nella forma musical, contano i suoni. E le suggestioni, che vanno via fluide per tutto lo spettacolo, dosate in modo perfetto con gli intermezzi recitati. Cosa niente affatto scontata, ma che Piparo aveva già mostrato di saper fare con eleganza in «Billy Elliot», a Brescia qualche mese fa.

Dei tre protagonisti, difficile capire chi faccia la parte del leone: il mattatore Conticini, lo svagato Muniz oppure Ward e la sua inconfondibile voce stentorea. Capaci comunque di amalgamarsi alla perfezione nelle scene in compagnia, soprattutto nei movimenti e nell'occupazione dello spazio. Non è un trionfo dei buoni sentimenti, né una pretesa di comunicare verità superiori: potrebbe esserlo, in verità, visti anche alcuni scambi sul senso del matrimonio – come quello all'inizio del secondo tempo –, ma la leggerezza di fondo trasmessa dai pezzi degli Abba costruisce tutt'altra melodia.

Ottima la prestazione del corpo di ballo, ottime le musiche dal vivo, con i musicisti ben visibili nella parte superiore della scenografia alla «Mediterraneo», il film. E come recita il testo, in modo inconsapevolmente autoreferenziale: «Mamma mia! Sembra un deja vu!». Infatti così sarà stasera: si replica con il bis. Sempre al Brixia Forum, sempre alle 21. Fortemente consigliato.

Jacopo Manessi
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