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20 settembre 2018

Spettacoli

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11.07.2018

Dan Weiss e il Metaljazz Una lezione spericolata

Il quintetto la scorsa settimana al Gent Jazz Festival BRUNO BOLLAERTDan  Weiss: per il  New York Times è fra i migliori 5 batteristi jazz
Il quintetto la scorsa settimana al Gent Jazz Festival BRUNO BOLLAERTDan Weiss: per il New York Times è fra i migliori 5 batteristi jazz

Qualche settimana fa durante la presentazione del festival il direttore artistico Francesco Schettino aveva descritto la folgorazione sonora con poche, emblematiche parole: «Ci ha positivamente sconvolti». Con questo biglietto da visita Dan Weiss e la sua spericolata idea di ibridazione «Metaljazz» irrompono stasera in piazza Tebaldo Brusato per il secondo appuntamento di questa quindicesima edizione di Jazzontheroad, aperta l’altra sera in grande stile da Dino Rubino. ACCLAMATO dal New York Times come «uno dei cinque migliori batteristi jazz attualmente in circolazione», Weiss viaggia per il mondo e registra sia come leader delle sue band che come sideman con artisti tipo Lee Konitz, Rudresh Mahantthapa e David Binney: attraverso il progetto «Starebaby» ha dato vita al desiderio di riunire alcuni dei più affermati musicisti della scena mondiale per evocare atmosfere in cui far coesistere il jazz con la potenza dell'heavy metal e le visioni della nuova musica elettronica. RISULTATO: un’ibridazione sperimentale e spericolata, musica limbica che mette perfettamente in rilievo i contrasti e le contraddizioni della nostra società, scandita in flussi e riflussi sonori che prima salgono a ondate tonanti di presagi rovinosi per poi stemperarsi in riflessioni silenziose, trovando un spazio profondo in cui l'aggressione brutale incontra la vulnerabilità spettrale. Estremamente versatile e camaleontico, già al lavoro– fra gli altri – anche con fenomeni del calibro di Rudresh Mahanthappa, Chris Potter, John Zorn e Jen Shyu, Weiss si esibirà in quintetto con Craig Taborn (piano, fender Rhodes), Matt Mitchell (piano, Prophet-6, synth modulari), Ben Monder (chitarra) e Trevor Dunn (basso). IL CONCERTO inizia alle 21.30, in caso di pioggia virata verso l’auditorium San Barnaba; i biglietti costano 15 euro, ridotto 10 per tesserati Jazzontheroad 2018, tesserati Fai, under 20 e studenti Conservatorio. Nel pomeriggio il batterista di Brooklyn, le cui indiscutibili doti di musicista ma anche di insegnante sono state ben evidenziate da «un certo» Mark Guiliana, che lo considera sua continua fonte continua di ispirazione, sarà protagonista anche del seminario «Nuovi concetti di improvvisazione», in programma alle 14.30 al Der Mast di via Carducci. Informazioni, modalità di partecipazione e dettagli a riguardo con un clic al sito www.jazzontheroad.net. L’appuntamento con il festival si rinnoverà poi domani sera, sempre in piazza Tebaldo Brusato, sottofondo urbano al concerto di Yamandu Costa, chitarrista straordinariamente tecnico e al tempo stesso istintivo e passionale, un’autentica icona della musica brasiliana. •

Elia Zupelli
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