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domenica, 19 novembre 2017

De André canta
De André:
«Contro il sistema»

Fabrizio e Cristiano De André: padre e figlio, un’affinità profondaCristiano De André: fra le 50 e le 60 date ogni anno sui palchi di tutt’Italia. Il 25 novembre sarà a Brescia

De André torna a cantare De André: succederà anche a Brescia, il 25 novembre, quando il nuovo tour di Cristiano dedicato al repertorio del padre Fabrizio approderà anche a Brescia per una tappa al Dis-Play Brixia Forum, il nuovo spazio live targato Cipiesse alla Fiera di Brescia. Lo show si preannuncia come il nuovo capitolo di un progetto che l’artista sta portando avanti ormai dal 2009, un percorso di riavvicinamento all’eredità artistica del padre accompagnato anche dalla pubblicazione di tre album: l’ultimo, uscito il 6 ottobre, è nato da una selezione molto particolare.

«Vero, in questo caso ho voluto realizzare un disco capace di smuovere le coscienze contro le guerre, contro gli affari sporchi di questo sistema – racconta Cristiano -. Non è stato difficile perché mio padre, come molti grandi artisti, era anche un grande visionario capace di precedere i tempi e credo che in molti suoi brani avesse previsto esattamente quello che sta succedendo oggi. Quindi ho scelto una serie di canzoni che in fondo sono ancora perfettamente attuali in questi tempi assurdi».

Un’ulteriore prova di come il grande Faber abbia lasciato un vuoto difficile da colmare.

Credo manchi il coraggio con il quale riusciva a raccontare quello che succedeva senza paura di schierarsi: parlava di giustizia, valori, etica, tutte cose che difficilmente si trovano nelle canzoni di oggi. Forse è andata smarrita la capacità di raccontare i tempi in cui viviamo: domina la paura di esporsi, ma non possiamo più vivere in questa caduta di valori verticale.

Potrebbe nascere oggi un nuovo Fabrizio De André?

Forse sì, ma certo non avrebbe vita facile: dovrebbe imporsi con qualcosa di talmente alto e grande da rompere questa crosta di mediocrità ed oscurantismo. Ma sono ottimista: ormai abbiamo toccato il fondo e nell’aria c’è profumo di novità, vedo tanti ragazzi e tanta gente che ha voglia di cambiamento.

Nel frattempo, tra tributi ed omaggi, chiunque continua a cantare De André in ogni angolo d’Italia…

Non mi dà fastidio, e sono contento che tutti vogliano ancora conoscere le canzoni di mio padre. Certo io da figlio posso dire di farlo con un legame di sangue più diretto, ma ciò non vuol dire che anche altre persone non possano cantarlo.

Su questa scia, già pensa ad una nuova versione di «Storia di un impiegato» per celebrare nel 2018 i cinquant’anni del ’68.

Vorrei farne una versione più psichedelica e freudiana, magari con qualche canzone in più: è una pietra miliare, che ha ancora molto da dire, e con quello che sta succedendo in giro forse anche mio padre ne avrebbe fatto una seconda parte.

Ma Cristiano parallelamente porta avanti anche la sua carriera solista.

Il mio ultimo disco «Come in cielo così in guerra» è stato accolto molto bene. Ora sto lavorando a quello nuovo, che avrà un suono caldo, acustico, rotondo, un po’ alla Daniel Lanois. E poi suono dal vivo, cinquanta o sessante date all’anno: il momento più bello, quando nello scambio di emozioni con la gente mi rendo conto di quanto sono fortunato a fare questa vita.