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14 novembre 2018

Spettacoli

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08.09.2018

Ermal vince ancora Canta e conquista Piazza Paolo VI

Ermal Meta con tanto di maglietta dei Ramones ieri sera in concerto«Live» carico di energia per il cantautore, che con Fabrizio Moro (a Brescia 2 mesi fa) ha vinto il FestivalIronia e allegria per le supporter dell’ex frontman de La Fame di Camilla SERVIZIO FOTOLIVE/DANIELE DI CHIARA
Ermal Meta con tanto di maglietta dei Ramones ieri sera in concerto«Live» carico di energia per il cantautore, che con Fabrizio Moro (a Brescia 2 mesi fa) ha vinto il FestivalIronia e allegria per le supporter dell’ex frontman de La Fame di Camilla SERVIZIO FOTOLIVE/DANIELE DI CHIARA

Alla fine è andata bene. Le minacciose incognite meteo che per gran parte della giornata hanno gravitato sulla città si sono fortunatamente dissolte in una bellissima serata, propiziando le condizioni ideali per celebrare l’ultima grande festa live dell’estate bresciana nella cornice di piazza Paolo VI: in platea oltre 2500 spettatori, sul palco Ermal Meta, arrivato in città a meno di due mesi di distanza da Fabrizio Moro, suo compagno di vittoria all’ultimo Festival di Sanremo. SERATA attesissima quindi, tra le più gettonate di questo Brescia Summer Music 2018 tutto italiano andato ieri in archivio con successo: entusiasmo alle stelle e cori da stadio per un artista ormai felicemente approdato nell’olimpo dei big italiani dopo una lunga gavetta, transitata dall’apprendistato come frontman de La Fame di Camilla fino al ruolo di autore puro e sempre più ricercato per stabilizzarsi sull’attuale dimensione di solista a tutto tondo. Percorso in costante ascesa, gestito con umiltà e consapevolezza dei propri mezzi, ripagato da un riscontro di pubblico per certi versi sorprendente. Per Ermal il ritorno nella Leonessa ha il sapore del grande salto: dalla Latteria Molloy (dove si esibì nel novembre 2016) alla conquista della piazza più importante del centro storico in meno di due anni. Parabola fulminante, sigillata ieri dall’accoglienza plebiscitaria: ciliegina sulla torta di un tour trionfale, giunto all’ultima tappa in territorio nazionale prima del capolinea definitivo fissato per il 4 ottobre a Lugano. «Ciao Brescia, grazie per questa meraviglia», ha esordito Meta, aprendo il lungo slalom di sorrisi, canzoni e ricordi di un’esibizione partita dall’inno di «Non abbiamo armi», titolo dell’ultimo album come anche del concerto: ideale compendio di uno stile in fondo piuttosto tradizionale, bilanciato tra andamento pop-rock internazionale e classico apparato melodico all’italiana. Mix che il live accentua nelle sue componenti più enfatiche e nell’andamento cantabile, coinvolgendo il pubblico in un costante approccio corale: Ermal gestisce in scioltezza, muovendosi in una scenografia essenziale ma puntando in modo particolare su una voce in gran spolvero, la stessa che fece drizzare le orecchie al Belpaese a Sanremo 2017 quando tutti rimasero incantati dalla sua interpretazione di «Amara terra mia» di Modugno, e su una scaletta generosa quanto basta, con tutti gli hit da «Ragazza paradiso» all’’immancabile «Vietato Morire». Anche se poi è il ricordo del Festival 2018 a far da propellente alla performance bresciana con «Non mi avete fatto niente»: il momento più atteso, più applaudito, più cantato, viatico ideale verso un finale ricco di sfumature, dalla performance intensissima di «Mi salvi chi può» al ritmo coinvolgente del tormentone «Dall’alba al tramonto» fino al ritornello classico di «Piccola anima» a spalancare le porte ai bis. L’ultimo giro di boa è ormai completo: Ermal Meta vince per acclamazione nel tripudio generale della piazza. •

Claudio Andrizzi
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