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21 gennaio 2018

Spettacoli

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09.01.2018

Francesca, «2640» come lava dal vulcano

Francesca Michielin presenta «2640»
Francesca Michielin presenta «2640»

Giulio Brusati MILANO In un mondo che non ci sorprende più, arriva Francesca Michielin a presentare il suo nuovo album con un mini-concerto in un bar chic di Milano. In scaletta, una sequenza di canzoni inedite, mai eseguite prima davanti al pubblico. Ci vuole un bel coraggio e molta confidenza, anzi parecchia: i brani di "2640" - il suo nuovo lavoro si intitola così - si potranno infatti ascoltare solo dal 12 gennaio. Certo, bisognerà aspettare la prova del live (tour in partenza il 17 marzo) e magari qualcuna delle apparizioni alla Feltrinelli (il 13 gennnaio sarà a Verona). Nel breve set, nessuna rete: quello che si ascolta, Francesca lo suona: basso, tastiere, sintetizzatore, percussioni. L’urgenza di comunicare di questa ragazza vicentina - da Bassano del Grappa, classe ’95 - non contempla calcoli. «Il disco è stato scritto di getto, come lava da un vulcano», dice sicura. «Molti brani li ho composti io, altri insieme a cantautori come Cosmo, Tommaso Paradiso di Thegiornalisti e Calcutta, che ormai più che amici fanno parte della famiglia. Il brano Comunicare è il manifesto dell’intero album, nato intorno a tre concetti ispiratori. A simbolizzarli, triangoli di colore differente, disegnati in copertina. Il rosso vulcano, l’azzurro mare e il verde montagna: indicano per me, rispettivamente, le parole più spontanee, la propensione ad ascoltare e l’immaginazione». Ma il disco ha altri due temi che tornano e rappresentano le radici di Michielin: «Sì, nel disco parlo di sport e di famiglia. Una canzone è per il Vicenza Calcio retrocesso dalla Serie B, una notizia che mi ha distrutto; e un’altra è per Alonso, il pilota di Formula 1, uno capace di andare fino in fondo, anche se non ha una macchina alla sua altezza. L’ho conosciuto ed è una persona dolce come me, e come me è molto determinato». Facile capire come la famiglia rappresenti un porto sicuro dove approdare per lei che a 16 anni, vincendo X Factor, è stata travolta dalla fama. «Famiglia per me ha il senso lato di comunità, anche se non riesco a dire se mi sento italiana. Cioè: io sono di qui ma non sono di qui. Sono vicentina ma sono andata a scuola con ragazzi di ogni parte del mondo; al sabato vado nei club con amici delle Filippine; canto con gente del Ghana (come nel nuovo brano, "Tapioca")». «Sì, io sono di qui», raccont ancora, «ma non sono di qui: ho il cuore sopra una montagna, il mare nella testa e un vulcano pronto a esplodere. Ma la mia famiglia resta per me un punto fermo. I miei modelli femminili li ho avuti in casa: nella mia famiglia hanno davvero sempre comandato le donne. Punto e basta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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