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22 luglio 2018

Spettacoli

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11.07.2018

Franz Ferdinand
Il rock e la dance
sposi al Vittoriale

I Franz Ferdinand versione 2018: quintetto determinato a trasformare i propri sogni in realtàTournée europea piena di sold-out: un’immagine da Kiev KIRAI GIGS
I Franz Ferdinand versione 2018: quintetto determinato a trasformare i propri sogni in realtàTournée europea piena di sold-out: un’immagine da Kiev KIRAI GIGS

Tener-A-Mente indossa l’Union Jack e spalanca i cancelli del Vittoriale ad un mito dell’alt-rock britannico: a Gardone Riviera arrivano i Franz Ferdinand, sesto «act» in cartellone per l’edizione del 2018. Appuntamento alle 21.15, concerto ai confini del sold-out, disponibili solo alcuni posti di platea laterale aggiuntiva a 49,95 euro in vendita anche in cassa o tramite prenotazione telefonica al 3401392446.

UN MERCURY Prize, 2 Brit Awards, 5 nomination ai Grammy, 7 milioni di dischi venduti in tutto il mondo dall’esordio nel 2004, l’anno del boom con il travolgente beat disco-punk del singolo «Take me out»: questi i numeri messi a segno in 12 anni di carriera dalla band di Alex Kapranos, una delle più importanti insegne emerse in questo secolo dai sotterranei dalla prestigiosa scuola indie-pop britannica. Formazione rinata dopo l’abbandono del chitarrista e fondatore Nick McCarthy: la nuova line up a cinque con Dino Bardot alla chitarra e Julian Corrie alle tastiere, aggiunti al core trio formato da Alex, Bob Hardy e Paul Thomson, ha debuttato a febbraio con l’album «Always Ascending», crepuscolare crossover dance-rock con il sigillo french touch del produttore Philippe Zdar (Cassius, Phoenix, Beastie Boys). «Volevamo un disco che suonasse diverso – spiega Alex -. Da tempo volevano lavorare con Philippe, ma la nostra casa discografica ci diceva che lui era una specie di enigma vivente, che poteva trovarsi ad Ibiza, a Parigi o chissà dove. Ho provato a chiamarlo, ha risposto subito. “Ho sempre pensato che insieme potremmo fare un album veramente figo”, gli ho detto. “Ed allora facciamolo!”, mi ha risposto». Sperimentale e notturno, frizzante e appassionante tra art-pop e white funk, il lavoro ha riacceso l’entusiasmo dei fan dopo la parentesi (riuscitissima) di «FFS», album del 2015 realizzato con gli Sparks, mito glam-rock ’70. «Dopo l’arrivo dei nuovi componenti è stato come ricominciare da zero – spiega Kapranos-. Per un periodo abbiamo deciso di vivere tutti insieme, ne avevamo bisogno: non dovevamo semplicemente scrivere un lp, dovevamo creare una band, un suono. Dal nulla ha cominciato a nascere un nuovo pianeta abitabile, una nebulosa che ha gradualmente preso forma, con la purezza e l’innocenza delle nostre prime esperienze psichedeliche». È nato così un nuovo corso segnato da influenze decisamente inaspettate per i Franz, come ad esempio quella del compositore greco Yannis Markopoulos. «Seguiamo le tracce di una musica antica, attraverso la quale puoi risalire alle prime esperienze sonore dell’umanità. Markoupolos lo ha fatto nel 1971. Noi ci abbiamo riprovato nel 2017, cercando qualcosa che, come dice il titolo dell’album, ci consenta di essere sempre in ascesa verso un livello superiore, più leggeri della nostra presenza fisica. Oltre le emozioni del quotidiano, oltre le nostre conoscenze razionali».

Claudio Andrizzi
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