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24 aprile 2018

Spettacoli

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13.04.2018

Gli effetti di Bach da Mozart a Eisler con il Trio Hegel

Aleggiava nella sala del Ridotto, fin dai primi suoni, lo spirito di Bach l’altra sera in occasione del concerto del Trio d’archi Hegel, nell’ambito della stagione della Società dei Concerti: ed erano proprio le note (si bemolle, la, do e si) che formano in musica il cognome del grande di Eisenach ad annunciarlo in un gioco che sarebbe durato tutta la serata attraverso i brani scelti di quest’ottima e giovane formazione cameristica che ha scelto di declinare Bach in una serie di brani, quasi sconosciuti ai più ma non per questo meno belli. OTTIMA a questo riguardo la scelta d’apertura col Preludio e Fuga op. 46 di Hanns Eisler, vero e proprio pezzo di bravura a partire dal citato tema di quattro note che sarebbe poi tornato spessissimo nel corso del concerto; un lavoro, quello di Eisler, che va molto oltre il semplice esercizio-omaggio. Un lavoro che mostra come il compositore austriaco avesse interiorizzato profondamente non solo la straordinaria tecnica contrappuntistica ma anche lo spirito sublime di questo insuperato e insuperabile genio della musica, al quale ci si può rivolgere solo partendo dalla deferenza e dall’ammirazione. Pur non rinunciando al proprio stile personale però, come dimostra Ernst Krenek nella sua piccola ghirlanda musicale dell’op.122 dove i contrappunti mantengono quel mondo di dissonanze tipico della sua poetica e con un finale affettuoso e quasi commovente, nell’Adagio della «Clausula». Anche Mozart non rimase indifferente al genio di Bach, e il Trio Hegel ha scelto per la serata la sua versione per trio di due Preludi e Fughe dal Clavicembalo ben Temperato, una versione in cui il Salisburghese rende solare l’incantevole contrappunto bachiano attraverso i tre archi, in special modo nelle due Fughe. L’entusiasmante finale della serata ha offerto l’impervio Trio per violino, viola e violoncello di Alfred Schnittke, brano dai numerosi «cambiamenti di rotta» e di grande complessità fino alla sua conclusione. Due i bis con i quali il Trio Hegel ha risposto agli applausi del pubblico: la terza delle Sei Bagatelle del nostro Mauro Montalbetti, con cui la formazione ha spesso collaborato, e il delizioso Andante con moto, secondo tempo della Suite in la maggiore di Jan Sibelius. •

Luigi Fertonani
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