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20 novembre 2017

Spettacoli

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15.11.2017

Grande rock
and roll con
Bennato al timone

Doveva cantare Battiato, ma è arrivato Bennato: e l’infortunio occorso al maestro siciliano è diventato la coincidenza che ha riportato a Brescia il menestrello partenopeo dopo moltissimi anni di assenza dal circuito live della Leonessa. Pare che l’ultimo live risalga agli anni ’90 al Ctm di Rezzato: ma memorabile resta il concerto dell’80 al Rigamonti davanti ad oltre 15 mila persone.

Ieri sera invece per Edo il Rinnegato si sono aperte nientemeno che le porte del Teatro Grande, il palco più prestigioso della città: accoglienza doverosa, e pubblico assortito, tra seguaci della prima ora, fan di nuova generazione e coppie elegantissime, per celebrare degnamente uno dei più grandi cantautori italiani, recentemente a graffare come ai bei tempi con le intense invettive di «Pronti a salpare», fra i migliori lavori della sua lunghissima carriera.

DAVVERO suggestivo quindi poter risentire la sua voce e la sua musica fra i velluti del Massimo Cittadino, in una serata dall’importante risvolto benefico, organizzata dall’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) a favore degli studi sui tumori pediatrici: encomiabile causa che Bennato ha scelto di sostenere confermando la sua disponibilità ad una sostituzione last minute dello sfortunato Battiato, vittima di un incidente domestico che lo ha costretto al ricovero in ospedale per frattura di femore e bacino. Lo show bresciano è stato così l’occasione per il ripasso di una storia straordinaria, costellata di successi, di tanti straordinari alti ma anche di tanti bassi segnati soprattutto da improvvisi cali di popolarità; eppure anche quando la fortuna ed il pubblico gli hanno girato le spalle, Bennato ha mantenuto la barra dritta, fedele a quell’istinto di non allineamento che negli anni gli ha sempre consentito di suonare e cantare da uomo libero.

GUERRIERO dalle mille battaglie, Bennato sta attraversando una specie di seconda giovinezza: merito senza dubbio dell’ultimo disco, rispolverato ieri sera con la la splendida, magnetica title track «Pronti a salpare», ma anche della straordinaria levatura di un repertorio immortale. «La fata» e «Cantautore» (forse il pezzo che più di tutti ha trascinato la platea), «E’ stata tua la colpa» e «Mangiafuoco», «Quando sarai grande» e «In prigione in prigione», in continuo slalom tra la storia di Pinocchio e quella di Peter Pan, tra il Vesuvio e l’America: perché «Ogni favola è un gioco» sì, ma il rock ‘n roll (e la beneficenza) sono faccende serie.

Claudio Andrizzi
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