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15 dicembre 2018

Spettacoli

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07.03.2018

I Malavoglia al Teatro Sociale «Un testo dal respiro europeo»

Padron ’Ntoni Enrico Guarneri (a destra): un dialogo dello spettacolo«I Malavoglia»: questa sera al Teatro Sociale   FOTO GIANLUIGI CARUSO
Padron ’Ntoni Enrico Guarneri (a destra): un dialogo dello spettacolo«I Malavoglia»: questa sera al Teatro Sociale FOTO GIANLUIGI CARUSO

Padron ‘Ntoni, Bastianazzo e la «Provvidenza». Associare i personaggi al titolo del romanzo è quasi pleonastico: si parla de «I Malavoglia», primo capitolo di quel «Ciclo dei Vinti» che Giovanni Verga proseguirà poi – senza concluderlo - con «Mastro Don Gesualdo» e con «La Duchessa di Leyra». Dalla celebre storia della famiglia di Aci Trezza parte lo spettacolo in scena stasera alle 20.30 al Teatro Sociale di Brescia, prodotto dall’Associazione Culturale Abc. Il piccolo paese nei pressi di Catania fa da sfondo alla storia della laboriosa famiglia di pescatori. L’equilibrio iniziale, fondato sulle certezze dei valori arcaici custoditi nella Casa del Nespolo in cui abitano i protagonisti, andrà via via decomponendosi, fino a naufragare nella totale rovina, insieme alla barca «Provvidenza». Alla regìa Guglielmo Ferro, figlio di quel Turi Ferro che interpretò Padron ‘Ntoni nella prima versione teatrale del capolavoro verghiano, ruolo che in questa nuova versione passa ad Enrico Guarneri, capace di passare dal registro drammatico a quello comico, dando vita ai molti personaggi che hanno scritto la storia della drammaturgia teatrale siciliana ed europea. «Nonostante questo, come diceva il maestro Eduardo, nella vita gli esami non finiscono mai - spiega Guarneri -. Il brivido del palcoscenico c’è sempre. Non c’è il pilota automatico che ti sostiene. C’è un bel modo di dire tra noi addetti ai lavori: “il pubblico ogni sera è un mostro diverso”. Ed è verissimo! Anche se lo spettacolo è collaudato, è il pubblico a decidere se è un successo o meno». Non è facile, poi, se si parla di un testo quanto mai «corposo» che ha richiesto un lavoro di riduzione particolare. «LE 500 pagine di un romanzo, che per me insieme a “I Promessi Sposi” è uno dei più importanti italiani dell’800, sono state ridotte in maniera sapiente e molto moderna - aggiunge l’attore siciliano -. Questo spettacolo sarebbe potuto durare anche 6 ore! Invece il grande lavoro è stato quello di modernizzare il testo e di renderlo di respiro europeo». E in questa visione la riscrittura pone al centro dell’azione drammaturgica la Natura: la tempesta dove si perde il carico dei Lupini e muore Bastianazzo, la morte di Luca su una nave in guerra, la tempesta dove Padron ‘Ntoni si ferisce ed è costretto a vendere la Provvidenza. «Al centro di tutto c’è una famiglia piena di sfortuna, che lotta contro la Natura. Il pilastro della famiglia è il “mio” Padron ‘Ntoni. Un personaggio rude, scorbutico, che lotta contro le avversità del destino per tenere insieme i componenti della sua famiglia», prosegue Guarneri. Una «riduzione» che rende fruibile ed appetibile il testo verghiano anche ai giovani. «I ragazzi vivono in un mondo iperconnesso: occorre che il teatro moderno sia rapido e riesca a stare al loro passo. Facciamo tante repliche per i licei: dopo qualche giorno ci scrivono gli insegnanti per raccontarci che gli studenti, dopo aver visto il nostro spettacolo, iniziano a leggere il libro. Bellissima soddisfazione, alimentarne la curiosità». Lo spettacolo replica fino a sabato alle 20.30 (domenica alle 15.30). Biglietti a 27 (Platea), 19 (Galleria Centrale) e 13 euro (Laterale). •

Alessandro Faliva
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