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23 ottobre 2018

Spettacoli

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14.06.2018

Il battito di Daltrey Cuore nero a metà

Vecchi guerrieri. Nessuna voglia di deporre le armi perché il rock è una missione che va vissuta fino alla fine. Magari con la voglia di tornare a rispolverare le radici, le travolgenti passioni di gioventù dalle quali tutto ha preso avvio. Così ha fatto Roger Daltrey, voce storica della leggenda Who, nel suo primo disco solista dall’ormai lontano 1992. All’età di 74 anni, il vocalist che ha infiammato la generazione mod anni ’60 è tornato a sentirsi battere nel cuore un beat black: con l’inseparabile Pete Townshend, ma anche un altro mito del popolo «modernist» come l’ex Style Council Mick Talbot, ha tirato fuori un gioiello nero a metà, macchiato soul e rhythm ’n’ blues. Come ai vecchi tempi a cominciare dalla travolgente title track, cover di un vecchio classico northern soul di Garnet Mimms, 1964 (anno di nascita degli Who), per continuare con uno Stevie Wonder d’annata («You haven’t done nothing», 1974). Daltrey affronta persino Nick Cave nella cover di «Into my arms». Anche gli inediti sono all’altezza. (Polydor)

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