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domenica, 22 ottobre 2017

Il pop di Joan Thiele
La brezza del Garda
«sudamericano»

«Armenia» è il titolo del brano scritto in inglese da Joan Thiele e prodotto insieme agli Etna (BATCH)

Joan Thiele «riapre» la Lattera Molloy: sarà la cantante gardesana di origini sudamericane a inaugurare questa sera la stagione 2017-18 del locale di via Ducos, che riapre con nuovo look e tante novità dopo una lunga pausa estiva interrotta il 18 settembre da una piacevolissima anteprima con il live dei newyorchesi The Drums.

Intenso il programma della serata, che prima della protagonista principale vedrà sfilare sul palco Kick e Mulai, due fra i nomi più interessanti della nuova generazione elettronica bresciana: in chiusura l’ormai collaudatissimo dj set DT Tanzlab con i Don Turbolento. Per chi arriva prima delle 21.30 per altro l’ingresso è gratuito: in seguito si pagheranno solo 5 euro.

La Latteria ha quindi deciso di ripartire giocando in casa, con un parterre di ospiti provenienti dalla scena autoctona, scommettendo in modo particolare sulla carismatica voce della Thiele, che nelle ultime settimane è approdata nell’arena di un programma seguitissimo di Rai Due come «Quelli che il calcio» per presentare il suo singolo «Armenia», approdato nelle radio a fine estate. Pezzo dalle atmosfere sinuose ed esotiche, che la cantautrice gardesana ha dedicato alla città colombiana dove vive la famiglia paterna: omaggio al Paese dove lei stessa, nata da madre italiana e papà svizzero ma di origini sudamericane, ha trascorso l’infanzia, prima di trasferirsi in Inghilterra una volta terminato il liceo.

Vera nomade della musica. «Nella mia vita voglio continuare a viaggiare - conferma Joan -. Ma soprattutto voglio fare musica di cui io per prima posso essere orgogliosa».

Approdata lo scorso anno alla corte di una grande major come la Universal, la Thiele ha debuttato a inizio 2016 con «Save me», antipasto dell’omonimo ep di debutto uscito pochi mesi dopo e impreziosito da una cover di «Lost ones» di Lauryn Hill divenuta un singolo a tutti gli effetti. «Quella canzone rappresenta un pezzo del mio cuore - racconta la giovane artista -. Difficile spiegare il mio amore per Lauryn Hill: sono cresciuta ascoltandola, amo il su modo di raccontare, la considero una vera e propria maestra».

Ora, dopo alcuni mesi di silenzio, è tornata con «Armenia» , brano da lei stessa scritto in inglese e prodotto insieme agli Etna, band di musicisti siciliani che la segue fin dagli esordi. Il pezzo è accompagnato a un video, isponibile online su Vevo, girato in uno scenario naturale tra distese d’acqua, vegetazione mediterranea e montagne.

«Scrivere in inglese per me è una cosa naturale considerato che ho sempre vissuto in ambienti dove il bilinguismo o il trilinguismo erano fattori scontati - dice Joan -. Credo del resto sia questa la lingua ideale per la mia dimensione espressiva: non amo i toni aggressivi, e prediligo atmosfere delicate sia nella scrittura che nel modo di cantare».

Il cartellone della Latteria continua il 12 ottobre con The Gang, storica band combat-rock marchigiana che ripercorrerà la sua storia con due set, acustico ed elettrico. Il 20 spazio a un’altra importante artista bresciana come L’Aura, che presenterà l’album «Il contrario dell’amore», pubblicato dalla Time. A novembre poi arriveranno Edda (l’1) e Cristina Donà il 10, mentre per dicembre sono annunciati Roy Paci, Willie Peyote, Paolo Benvegnù, Brusco, Modena City Ramblers e Ghemon.