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martedì, 21 novembre 2017

Il Teatro delle Ali
spicca il volo col talento
di Monica Guerritore

Monica Guerritore: fra le più apprezzate attrici italiane

La forza magnetica del talento farà volare la stagione di prosa del Teatro delle Ali. Per l’inaugurazione di stasera a Breno è attesa in scena una stella del teatro italiano quale Monica Guerritore, che proporrà «Dall’Inferno... all'Infinito» (dalle 20.30, pochissimi biglietti disponibili: platea 25 euro, galleria 20).

SARÀ un viaggio nella natura umana che riporterà al ’300 e ripartirà dalla notte fra il 7 e l’8 aprile in cui Dante Alighieri prese a scendere negli inferi. Un turbinio di apparizioni, animato dalla passione di un’attrice ispirata anche da James Hillmann, Piero Citati, Patrizia Valduga, oltre che dalla colonna sonora di Richard Wagner. Pagine immortali per un racconto travolgente, che citerà Pierpaolo Pasolini come Elsa Morante, Gustave Flaubert e Victor Hugo, Giacomo Leopardi e Cesare Pavese.

«Ormai a Brescia sono di casa - sorride Monica Guerritore -. Sono stata un mese fa a Erbusco, il 28 novembre sarò a Lumezzane con Mariti e Mogli. A Breno proverò a sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione già nota sicura che le parole di Dante, tolte dal canto e dalla storia, ci potranno condurre con il loro senso originario all’interno delle zone più oscure e magnifiche dell’animo umano».

Fra tanti mezzi di espressione Monica Guerritore continua a prediligere la forma teatrale, che sta vivendo un periodo generale di grande interesse: «C’è un calo dei tipici blockbuster al cinema, la rinascita in Italia passa da opere come Lo Chiamavano Jeeg Robot o Perfetti Sconosciuti. Il 14 febbraio sarò nelle sale con Matrimonio Italiano e non vedo l’ora. Il pubblico intelligente è comunque popolare, anche a teatro, e meno male: il vecchio schema dell’intellettuale serioso non regge da tempo, l’arte deve parlare al cuore della gente e lo fa. Lo spettacolo che propongo a Breno è stupefacente: tutto e nulla stesso tempo, in compagnia di uno sgabello e una candela mentre prendono corpo i fantasmi del nostro inconscio. L’idea è quella di catturare il momento giusto di un flusso di coscienza».

Un giorno Monica Guerritore tornerebbe volentieri a recitare a Brescia. L’ultima volta al Sociale fu nell’88, con Gabriele Lavia. «Facevamo Macbeth, io ero incinta, aspettavo Maria. Gabriele nòtò un sommovimento nel pubblico, chiuse lo spettacolo e mi lasciò sul palco. Quando lo raggiunsi in camerino, era già vestito per andare al ristorante. Sono passati quasi trent’anni, ho percorso la provincia in lungo e in largo. Ho cari amici bresciani, come l’ex sindaco Paolo Corsini».