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27 giugno 2017

Spettacoli

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21.04.2017

J-Ax e Fedez,
un altro tuffo
nazional-popolare

Con J-Ax e Fedez anche dj Zake e ai cori Space One, Sopreman, Vivian Grillo, Sabrina Fiorella, Sewit Jacob Villa
Con J-Ax e Fedez anche dj Zake e ai cori Space One, Sopreman, Vivian Grillo, Sabrina Fiorella, Sewit Jacob Villa

I Comunisti col Rolex vanno all’assalto della Bassa: J-Ax e Fedez atterrano questa sera al Palageorge di Montichiari per la terzultima tappa del loro tour congiunto, destinato a concludersi con un gran finale il 6 maggio all’Arena di Verona ma anche a riprendere il 19 giugno da Torino per la versione «open air».

Evento attesissimo, con aspettative per qualche migliaio di fan scatenati anche se a Brescia non si registra il sold out di altre città: i ritardatari potranno trovare tagliandi alle casse, prezzi dai 55 ai 35 euro (zedlive.com).

AL PUBBLICO bresciano il duo promette due ore e mezzo di concerto con tutte le hit del blockbuster a quattro mani «Comunisti col Rolex» (album italiano più ascoltato su Spotify nel giorno d’uscita, il 20 gennaio, e disco di platino), ma anche con una selezione ragionata dei successi principali tratti dai repertori solisti dei due mattatori.

«Abbiamo fatto una lista con le rispettive canzoni che piacevano di più ad entrambi - dicono Ax e Fedez -. Ne è uscita una scaletta che complessivamente comprende 30 pezzi: speriamo di riuscire ad accontentare tutti».

Ci sarà una band in gran spolvero, idealmente capitanata da Paolo Jannacci, figlio del grande Enzo, pianista anche lui con tanto jazz tra le dita, a rafforzare un’amicizia di lungo corso che vide J-Ax partecipare rispettosamente allo show di tributo a Jannacci senior trasmesso da Raitre poco prima della sua morte. Sul palco l’organico sarà completato da Marco Arata alla chitarra, Steve Luchi alla batteria, Space One e Sopreman ai cori maschili, dj Zak. In quota rosa la bassista Linda Pinelli e le voci di Vivian Grillo, Sabrina Fiorella e Sewit Jacob Villa.

Musica sì, ma anche tecnologia, luci, una scenografia speciale che punta a rappresentare il concetto di affermazione e successo nella vita partendo dal basso della scala sociale, rappresentato sul palco da un mega schermo a forma di piramide. Su questo riflettono del resto le canzoni del progetto «Comunisti col Rolex», che per arrivare in alto nelle charts non ha lesinato sulle ospitate mainstream (Arisa, Giusy Ferreri, Il Cile, Levante, Loredana Bertè, Nek, Nina Zilli, Noemi, Sergio Sylvestre e Stash sono solo alcuni dei feat che hanno raggiunto Ax e Fedez anche in alcune date del tour).

Anche in forza di queste scelte la coppia («Siamo soci da quattro anni nella gestione della nostra etichetta discografica: fare qualcosa insieme era una sorta di sbocco naturale») ha spopolato alla grande fin dall’apparizione dei singoli che hanno anticipato la pubblicazione: da «Vorrei ma non posto», megahit da sei dischi di platino, fino ad «Assenzio», il pezzo con Stash e Levante, fino a «Piccole Cose» con la Amoroso. Queste le canzoni-volano di un album che gli autori difendono dalle accuse di opportunismo, evidenziandone semmai le caratteristiche di italianità («L’Italia per me» canta per una volta i pregi del Belpaese piuttosto che i difetti) in un pianeta sempre più a rischio globalizzazione.

«IN AMERICA come in Germania o altrove si trovano gli stessi identici prodotti, le persone si vestono alla stessa maniera - dicono i due -. Non emerge più come una volta il gusto di chi viveva in centro, ma piuttosto quello di chi vive in periferia». E all’accusa di essere solo «Comunisti col Rolex» hanno la risposta pronta. «È una contraddizione che non esiste: per noi questo significa merito, non incoerenza».

Claudio Andrizzi
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