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12 dicembre 2017

Spettacoli

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06.10.2017

Jp Energy, il carburante del Disco Volante

Pacetti spazia da «Bela Lugosi’s dead» a «Knights Of The Jaguar»
Pacetti spazia da «Bela Lugosi’s dead» a «Knights Of The Jaguar»

«La musica rimane una delle ultime grandi forme di comunicazione: impariamo ad ascoltarla, a viverla e a guardarla. Anche se a volte ci sembrerà un po’ strana». L’uomo delle nuvole sta per tornare a volare: tra sogni elettronici, alchimie robotiche e viaggi orbitali, Gianpiero Pacetti in arte Jp Energy stanotte sarà in consolle al Disco Volante dove per la prima volta in questa stagione proverà a trasportare il pubblico del culture club di via Salgari nel suo festival del fantastico. Un magma sonoro caldo e avvolgente, oscuro e solare, intriso di atmosfere visionarie e malinconiche, protese verso l’infinito.

Monoliti lavici dalla wave anni ’80 alla grande scuola techno di Detroit, da «Bela Lugosi’s dead» a «Knights Of The Jaguar», passando per la lezione-rivoluzione electroclash del maestro Hell: attraverso i dischi Jp svela la sua anima. «Per questo imparate ad aver fiducia nel dj che avete davanti, in chi si sta “spogliando“ per fare da connettore energetico tra chi produce e chi balla. Quando ciò avviene, si crea qualcosa di magico…prendi per mano il pubblico, lo sollevi da terra e non lo lasci scappare più» dice.

Fulminato dal ritmo in tenera età, cresciuto a pane, Kraftwerk e Jean Michel-Jarre, deus ex machina del negozio Mandragora dischi, per anni la mecca bresciana del «digging vynil» più alternativo, Jp Energy è un disc jockey di ricerca che oggi, a 50 anni suonati (in tutti i sensi), grazie al Disco e alla scommessa vinta da Gabriele Macchetta vive una seconda giovinezza.

Suoni, colori, forme plastiche, diagonali spezzate: la sua onda higher-techno brilla di esperienze luminescenti che parlano il linguaggio della vita. La notte l’ha creato, le nuvole l’hanno reso libero: artista senza compromessi, senza catene. «Oggi vince chi osa - dice il filosofo del groove -. Dobbiamo spingerci più in là, per fare club serve coraggio. E anche cultura, passione e sensibilità». Primo battito intorno a mezzanotte: c’è anche Giuseppe Mulè (info 389 9991899). E. ZUP.

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