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22 ottobre 2017

Spettacoli

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01.10.2017

L’arte di Ligabue
Fiera anima rock
del «Made in Italy»

Il cantautore di Correggio, 57 anni, protagonista di uno show generoso e apprezzato FOTOLIVE/Simone VeneziaAnche Roberto Baggio evocato a livello-visual da Luciano Ligabue
Il cantautore di Correggio, 57 anni, protagonista di uno show generoso e apprezzato FOTOLIVE/Simone VeneziaAnche Roberto Baggio evocato a livello-visual da Luciano Ligabue

Chissà quanti potenziali Riko c’erano ieri sera, fra le 7000 anime radunate da Ligabue alla Fiera di Brescia. Perché se sul grande schermo l’eroe qualunque di «Made in Italy» avrà la faccia di Stefano Accorsi, nella quotidianità potrebbe tranquillamente essere chiunque: uno dei tanti italiani stanchi ormai anche di indignarsi, con una vita che va in pezzi giorno dopo giorno sotto la pressione di un sistema soffocante, che vive aspettando il venerdì, serata in cui esige giustamente che nessuno gli rompa i «cabbasisi», per dirla alla Montalbano. Uno a cui hanno tolto anche la speranza perché il mondo anagraficamente si divide fra chi ha fatto in tempo ad avere un futuro e chi invece non può più nemmeno immaginarlo.

Ecco, forse alla base del successo incontenibile del Liga c’è proprio questa sua scelta di dar voce al Riko che è in noi, ad una working class tricolore che, come ha dichiarato lo stesso artista, «non è più rappresentata e raccontata da nessuno». E allora benvenuti nella giungla del quotidiano, dove i «Sogni di rock ‘n roll» continuano a rappresentare l’ultima oasi di libertà per chi passa la notte ad «urlare contro il cielo».

«Quando suoniamo il sabato sera sappiamo che la nostra funzione è quella di riscaldarvi per la serata che comincerà più tardi – ha esordito ammiccando Luciano -. Speriamo perlomeno di essere un buon aperitivo».

UN RITORNO attesissimo, quello di Ligabue, che ha ritrovato l’entusiasmo straripante con il quale il suo popolo lo riaccoglie ogni volta. Il colpo d’occhio sulla platea era impressionante, con tanti giovanissimi vicino ai fan storici, a dimostrare come quello del Liga sia ormai un mondo di canzoni nel quale tutti possono riconoscersi, divenute in qualche modo dei veri e propri inni.

Ieri sera ne sono sfilate tante, nella scaletta dello show bresciano: «Ho messo via» e «L’odore del sesso», «I ragazzi sono in giro» e «Quella che non sei», «A che ora è la fine del mondo» ed una travolgente «Vivo morto o X», «Piccola stella senza cielo» e «Questa è la mia vita». Insomma, quasi un greatest hits nel quale i brani dell’ultimo disco (ed anche le immagini in assoluta anteprima del «Made in Italy» film, che vedremo sul grande schermo il prossimo inverno) si sono inseriti senza scossoni, scegliendo la linea di una continuità anche troppo lineare che forse, a tanti anni di distanza, rimane sempre il più grosso limite del Liga-sound.

Difficile tuttavia rilevare incrinature di sorta nel tifo ad oltranza che ha accompagnato la serata bresciana, nel sostegno incondizionato ed irruente di un pubblico senza se e senza ma, trascinato dal doppio knock out di «Lambrusco & pop corn» e «Balliamo sul mondo» verso i bis, dove «Certe notti» ha trascinato tutta l’arena in un canto corale, a suggellare trionfalmente il gran finale.

Stasera si replica, con le stesse modalità: sempre alla Fiera, sempre alle 21, sempre sold out, sempre tra palco e realtà.

Claudio Andrizzi
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