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22 novembre 2018

Spettacoli

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12.09.2018

La Mille Miglia corre tra Wagner, Battisti e Nuvolari

La Mazzolari FOTOLIVE F. VENEZIAAnteprima del festival LeXGiornate al Museo Mille miglia FOTOLIVE
La Mazzolari FOTOLIVE F. VENEZIAAnteprima del festival LeXGiornate al Museo Mille miglia FOTOLIVE

Via, di corsa. Marinetti, Wagner, Beethoveen, Dalla. E poi Battisti. «Guidare come un pazzo a fari spenti nella notte, per vedere, se poi è tanto difficile morire». Un calderone di spunti, stimoli centrifughi, a zonzo nella storia e nei corridoi del Museo Mille Miglia. È il primo esperimento della 13a edizione de LeXGiornate: anteprima a scavalco tra grammatica sonora, partiture culinarie, coordinate temporali varie. Per raccontare una storia, grande mantra della rassegna e del suo direttore artistico Daniele Alberti. Che ha preso la parola per tracciare le linee programmatiche del festival - da domani al 22 settembre - a fine serata. Prima c’è stata la musica. E con Lei le parole, negli spazi del museo di viale Bornata, tra le macchine della Freccia Rossa incolonnate in bella mostra ai lati. Sei tappe, un unico percorso. Che parte da sua maestà: la Velocità. Una frenetica, pulsante, velocità scandita dai versi di Marinetti, decantati da Silvio Gandellini con il pianoforte di Alessandro Costantini a fare da accompagnamento. E poi la Corsa, e le parole di Barbara Pizzetti insieme alle «Emozioni» di Lucio Battisti. Con il racconto del momento dei momenti, nella storia della Mille Miglia: il sorpasso al buio di Nuvolari a Varzi nell’edizione del 1930, seguito dalla vittoria della corsa all’incredibile media di 100,45 km/h. Robe, e uomini, d’altri tempi. Tra terza e quarta tappa spazio al violoncello di Michele Tagliaferri, al piano di Cyrille Lehn, tra stile italiano e veemenza tedesca. La penultima sosta va consacrata al mito di Tazio Nuvolari. Il saccheggio perfetto è quello dal repertorio di Lucio Dalla, all’omonimo brano. Lo interpreta, tra sventagliate sui tasti bianconeri e voce, Annalisa Mazzolari. Manca un’ultima tappa, nel momento post-buffet. Quando le bollicine hanno già alleggerito tutto e il contenuto assume forme nuove e più ispirate. Con un piccolo classico: il confronto al piano tra Lehn e Costantini. A varcare le dimensioni geografiche, e non solo. •

J.MAN.
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