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22 settembre 2017

Spettacoli

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12.09.2017

Marcorè e De Angelis:
memorabile dopocena

L’inchino dei due protagonisti al termine della serata Neri Marcorè: un mattatore dall’indole assai versatile
L’inchino dei due protagonisti al termine della serata Neri Marcorè: un mattatore dall’indole assai versatile

Un tranquillo dopocena. Due amici seduti al tavolo, un bicchiere di vino, la luce soffusa, la voglia di raccontare e raccontarsi mentre fuori il mondo sembra fermarsi, per qualche ora. Poi spuntano magicamente due chitarre, e quella voglia irrefrenabile di cantare le canzoni di una vita, quelle dei cantautori degli anni Sessanta e Settanta che sono state e sono la colonna sonora delle giornate di milioni di persone.

È L’INTIMO dopocena che è stato ricreato domenica sera sul palco del Teatro San Filippo Neri di Darfo Boario Terme, dove ha fatto tappa l'attesissima quinta serata del festival «Dallo Sciamano allo Showman» con lo spettacolo «Due amici dopo cena, tra chiacchiere, chitarre e canzoni»: sotto i riflettori, la canzone e la poesia di Edoardo De Angelis e l'istrionismo di Neri Marcorè, in un dialogo fra veri amici, sospeso tra ricordi, percorsi artistici, poesia e irresistibili siparietti comici.

La coppia Marcorè-De Angelis intreccia così canzone e spettacolo, pur partendo da punti diversi. Da una parte la raffinata canzone d'autore di De Angelis, tra i più apprezzati cantautori del suo tempo; dall'altra, il mattatore Marcorè a pungolare con garbo e ironia il botta e risposta, fino all'omaggio ai propri maestri imbracciando la chitarra e dimostrando persino buone doti canore.

Partendo da «La casa di Hilde” e «Il bandito e il campione» di De Gregori, il personale viaggio della memoria del duo si posa su «Lella», tra i più conosciuti pezzi di De Angelis, che ricorda quando la Rai la censurò per il tema troppo forte. «Erano altri tempi - spiega il cantautore -. Il nostro rapporto con la musica era diverso, c'erano i dischi, l'attesa di un album in uscita, la voglia di ascoltarlo decine e decine di volte».

In questo viaggio che è anche geografico, oltre che nel tempo, e in un passato segnato dalla grande musica italiana, non poteva mancare un gesto affettuoso verso la tradizione melodica di Napoli, con la poco conosciuta «Presentimento (L'Ellera)», prima di guardare a Genova e all'omaggio a Fabrizio De André con la toccante «Khorakhané», fra i momenti più emozionanti della serata camuna.

Lo spettacolo scorre via, fra le canzoni di De Angelis («Galileo», «Nostra Signora del Golpe») e le attesissime imitazioni di Marcorè, che si cala in modo irresistibile nei panni di Alberto Angela, Amedeo Minghi e Bruno Pizzul, raccogliendo applausi a scena aperta.

FINALE TUTTO dedicato alla canzone d'autore, con le eterne «L'illogica allegria» di Gaber e «Anche per te» di Battisti, che fanno sognare e cantare il pubblico del teatro, così come l’omaggio, sentito e riuscito, a Sergio Bardotti con «La casa in riva al mare» scritta per Lucio Dalla, inno senza tempo alla libertà e all'amore.

Stefano Malosso
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