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24 novembre 2017

Spettacoli

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12.09.2017

Paesaggi sonori della memoria
a Brescia dal Castello al Goletto

Le performance sono state preparate dagli allievi dell’AccademiaPresentato ieri il progetto promosso da Aref, Anpi, Fiamme Verdi
Le performance sono state preparate dagli allievi dell’AccademiaPresentato ieri il progetto promosso da Aref, Anpi, Fiamme Verdi

La storia non è semplicemente ricordare il passato, magari quello che per motivi anagrafici non rientra nella nostra esperienza diretta: è anche riflettere e magari riproporre ai giovani, fatti pur lontani nel tempo eppure attualissimi. E sono proprio i giovani, una quarantina di studenti della Hdemia «Santa Giulia» di Belle Arti a Brescia, a proporre «Paesaggi sonori della memoria», due performance che si terranno il 7 e l’8 ottobre; il primo, «Cincta», nella Fossa dei Martiri del Castello di Brescia e il secondo, «Blind memories – Ricordo di una vita per la libertà», in località Goletto per ricordare Piero Lanfranchi, partigiano delle VII Bis Brigata Matteotti, fucilato appunto al Goletto.

DUE rappresentazioni che uniscono la parola alla musica attraverso anche le nuove tecnologie in un percorso guidato nei mesi scorsi dagli insegnanti dell’Accademia «Santa Giulia» per la parte artistica, dal compositore bresciano Mauro Montalbetti e da Fabrizio Saiu per la parte musicale, come docenti di progettazione di spazi sonori all’Accademia. L’iniziativa è stata presentata ieri da Roberto Ferrari per Aref e da Giulio Ghidotti per Anpi e Fiamme Verdi; quest’ultimo ha sottolineato l’importanza di questo progetto che contribuisce ovviamente a quella democrazia pratica e diretta cui sono chiamati tutti gli eredi della lotta di Liberazione e della Resistenza. Una chiamata alla quale non tutti rispondono anche se fruiscono di quella libertà conquistata col sangue solo alcuni decenni fa.

Ma come si svolgeranno le due manifestazioni? Per la prima, «Cincta», l’appuntamento è per le 14 all’ingresso del Castello di Brescia: di là si arriverà alla Fossa dei Martiri seguendo un percorso ritmato dalle percussioni e dove gli spettatori sono costretti a muoversi agli ordini dei performer che li guidano in questo percorso obbligato; il tutto circondato dalla risonanza naturale in quel tunnel che venne un giorno attraversato dai passi dei condannati a morte.

L’8 ottobre alle 15.30 il percorso sarà quello del Goletto, ma chi non vorrà arrivare a piedi alla lapide che ricorda Piero Lanfranchi potrà usare la navetta che alle 15 partirà da Largo Torrelunga e che occorre prenotare inviando una e-mail a info@aref-brescia.it (i posti sono limitati a 70). Il concetto che si vuole evocare è che i partigiani si muovevano senza mai fermarsi e spesso alla cieca, senza una meta ben precisa ma animati da una potente ribellione all’ingiustizia, all’oppressione, magari cantando quel «Fischia il vento, infuria la bufera» che oggi tutti ricordano. Per sottolineare questo andare alla cieca anche il pubblico sarà guidato, bendato, verso il luogo della performance a sottolineare il clima di rischio personale che la scelta di ribellarsi all’oppressione sempre comporta.

I due lavori sono stati preparati con grande cura dagli allievi e dalle allieve dell’Accademia «Santa Giulia»: molti non sono bresciani, e hanno avuto il modo di guardare con altri occhi luoghi che siamo abituati a considerare di svago, come il Castello e i Ronchi e che videro invece un giorno l’estremo sacrificio in nome della libertà.

Luigi Fertonani
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