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23 giugno 2018

Spettacoli

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12.06.2018

Pianistico trionfo senza confini con l’ovazione finale per Colli

Il pianista bresciano osannato agli Arcimboldi di MilanoL’Orchestra Mariinsky diretta da Valery Gergev e Federico Colli
Il pianista bresciano osannato agli Arcimboldi di MilanoL’Orchestra Mariinsky diretta da Valery Gergev e Federico Colli

Non è ancora terminata, la 55ª edizione del Festival pianistico internazionale, dopo la trasferta di domenica agli Arcimboldi per Colli e Gergev. Ma, anche se con i concerti al Teatro Romano ancora in corso il Festival ha un’interessante «coda» con i giovani talenti del Conservatorio, è già possibile fornire agli appassionati alcuni dati su questa come sempre serratissima serie musicale. Questa edizione del Festival ha offerto una serie molto ampia di concerti, 46 in 14 location differenti fra Teatro Grande, San Barnaba e i 4 al Chiostro del Museo Diocesano, sede che costituisce una nuova acquisizione per il Festival come quella del Teatro Romano al Capitolium. Particolarmente ampia l’offerta musicale così come la schiera degli interpreti: 8 le orchestre ospiti con 13 solisti, 16 pianisti in recital. Largo spazio anche ai giovani, con 17 artisti under 35 e 29 giovani studenti dei Conservatori; fra gli elementi giovani impegnati, significativo il dato legato all’Orchestra Filarmonica del Festival, che ha contato più di 80 elementi, con una percentuale di under 35 superiore al 70%; e 2 sono stati i direttori ospiti della Filarmonica. Infine, 4 sono stati i concerti offerti gratuitamente al pubblico e 5 le registrazioni radiofoniche, di cui 2 dirette Rai. MENTRE IL FESTIVAL ha la sua fase finale con i giovani talenti del Conservatorio, si può salutare con grande soddisfazione il grandioso successo del nostro Federico Colli agli Arcimboldi di Milano nel Concerto n. 3 op. 30 di Rachmaninov con l’Orchestra Mariinsky diretta da Valery Gergev. Colli è un solista giovane, del quale abbiamo seguito con piacere la crescita e i successi: ha offerto una prova spettacolare non solo di abilità ma anche di sensibilità in questa sua interpretazione del terzo Concerto di Rachmaninov, «mostro sacro» per ogni pianista. Concerto che, francamente, non amavamo particolarmente rispetto al celebre Concerto n. 2 di Rachmaninov; ma la straordinaria interpretazione di Federico Colli ha letteralmente incantato, conquistato per la sua capacità di passare da toni grandiosi a carezzevoli pianissimo in un attimo. E poi l’abilità nella Cadenza, così complessa e ampia, e la malinconica parte centrale del Concerto prima di dare il via al frenetico Finale. Spettacolare, questa interpretazione, alla fine della quale Colli è stato salutato da minuti di applausi e ovazioni prima di «arrendersi» a un delicatissimo bis, con la versione pianistica del bachiano «Jesus bleibet meine Freude» dalla Cantata 147. E POI LE PROVE straordinarie dell’Orchestra Mariinsky diretta da Gergev: dai colori trasparenti ma nello stesso tempo passionali per il Debussy dell’«Après-midi d’un faune» alla Sinfonia n. 6 di Ciajkovskij: la chiamano «Patetica», ma è in realtà una composizione assolutamente e autenticamente commovente, con la sua straziante nostalgia della vita interpretata da Gergev e dalla sua orchestra in modo memorabile. •

Luigi Fertonani
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