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17 luglio 2018

Spettacoli

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13.01.2018

Renga, Pezzali, Nek: «Un trio vero senza egoismi»

Tra Nek, Pezzali e Renga «si è sviluppato un affetto speciale: ognuno di noi è capace di fare un passo indietro per dare una mano agli altri»Il bresciano Francesco RengaFilippo Neviani, Nek, è di SassuoloMax Pezzali è nato a Pavia
Tra Nek, Pezzali e Renga «si è sviluppato un affetto speciale: ognuno di noi è capace di fare un passo indietro per dare una mano agli altri»Il bresciano Francesco RengaFilippo Neviani, Nek, è di SassuoloMax Pezzali è nato a Pavia

Claudio Andrizzi «Siamo come una squadra, ognuno di noi si sente al servizio dell’altro: non importa chi segna, l’importante è che la palla vada in rete». Non hanno dubbi, Max Pezzali, Nek e Francesco Renga: nel tour evento che dal 18 gennaio li vedrà in scena in trio non ci saranno attaccanti solitari. Perché alla base di questo attesissimo show a tre voci e sei mani, in calendario anche al Brixia Forum il 22 e 23 gennaio (prima serata sold out, info cipiesse-bs.it), c’è soprattutto tanta voglia di mettersi in discussione. Senza perdere il gusto di divertirsi. «Nessuna strategia - assicura Nek -. Non fa parte di noi, è davvero l’ultima delle componenti di un’idea nata in studio, quando Max ha chiamato me e Francesco per il feat. nel suo singolo “Duri da battere”. Ci siamo lasciati scoprendo una grande affinità: e ci è venuta la voglia di andare oltre, di provare a imbastire qualcosa di comune». « Diciamo la verità, forse sentivamo l’esigenza di sorprenderci - interviene Renga -. Quando hai alle spalle lunghe ed onorate carriere come le nostre uscire dagli schemi del consueto diventa quasi una necessità. E allora ci siamo concessi la possibilità di giocare con le nostre canzoni, regalando al pubblico un’emozione irripetibile per qualcosa che non succederà mai più: noi stessi ci siamo sorpresi per i risultati degli incroci sui quali abbiamo costruito lo spettacolo». UN’UNICA BAND composta da elementi dei gruppi che abitualmente lavorano con i tre protagonisti, che saranno sempre insieme sul palco con una scaletta di due ore e mezza in cui ciascuno entrerà nel repertorio dell’altro. «La selezione è stata spietata - assicura Renga -. Sono rimasti solo i cavalli di battaglia: per questo sarà un concerto incredibile». «Mentre stavamo provando mi sono divertito a preparare una playlist con i brani della scaletta - racconta Pezzali-. Non voglio peccare di vanagloria, ma sono rimasto sbalordito. Sentite insieme in quell’ordine, le canzoni fanno davvero un effetto incredibile». La reazione del pubblico? Travolgente, con sold out un po’ ovunque, raddoppi, nuove città costantementeaggiunte al calendario originale. «La curiosità è fortissima - conferma Nek -. Del resto abbiamo sempre pensato che le nostre siano fasce di pubblico attigue e affini: la dimostrazione è tutta da leggere nelle prevendite».In realtà in gioco ci sono anche tre vocalità e sensibilità molto diverse tra loro: quanto è stato difficile armonizzarle in un unico concept? «Credo non sia stato facile per ognuno di noi appoggiare la voce su una canzone degli altri - afferma Renga -. Bisogna andarci cauti, mettersi al servizio della causa comune senza snaturare l’idea». «IL BELLO di questo show è stata proprio la volontà di entrare uno nel pezzo dell’altro, di fare le cose giuste al momento giusto: senza strafare - spiega Nek -. Ma soprattutto questo è un progetto che nasce live per sottolineare il fatto che il concerto è veramente un luogo intoccabile dove non ci sono copie, non ci sono finzioni, solo verità».«Vero - ammette Max -. Il live oggi è la dimensione centrale per la condivisione della musica: e noi condivideremo con la gente la sfida di tre solisti di successo in cerca di un approccio stimolante».Ma tutto questo, assicura Renga, non sarebbe stato possibile senza una grande affinità di fondo. «Si è sviluppato un affetto speciale: sapere che anche gli altri sono capaci di fare un passo indietro, di darti una mano nel momento del bisogno, è una sensazione davvero nuova per ognuno di noi». •

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