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17 dicembre 2018

Spettacoli

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21.11.2018

Strada facendo...
Baglioni va
sempre al massimo

Grande spettacolo a Montichiari grazie a uno show scintillanteClaudio Baglioni: nel corso della sua lunga carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi ANGELO TRANIA 67 anni il cantautore romano appare in grande forma
Grande spettacolo a Montichiari grazie a uno show scintillanteClaudio Baglioni: nel corso della sua lunga carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi ANGELO TRANIA 67 anni il cantautore romano appare in grande forma

Un grande contenitore di note, ricordi, frammenti temporali di una dimensione collettiva, ritornelli come battistrada di un immaginario vissuto inconsapevolmente insieme a milioni di sconosciuti passeggeri del tempo. Più che un concerto, «Al Centro» sembra l’Odissea personale di Baglioni: mezzo secolo di musica e vita in una sera, con dedica ad un pubblico in adorazione che ieri ha riempito il Palageorge di Montichiari per la prima delle due tappe in terra bresciana. Questa sera si replica, e vien da domandarsi che razza di effetti galvanizzanti possa avere l’amore senza confini di una platea in visibilio sulle energie di un uomo in gran forma, ma che ha comunque tagliato il traguardo dei 67 anni. «Non ho mai pensato di smettere perché spero sempre di riuscire a restituire, almeno in parte, un po’ di quanto ho ricevuto», ha confessato qualche giorno fa l’artista al nostro giornale. Chissà, forse il segreto è tutto qui. Perché questo kolossal a 360 gradi ha qualcosa di epico, avvolto com’è nel vago alone eroico di un’impresa in oltre 30 canzoni per tre ore di musica e spettacolo a tutto tondo. Non una novità per Baglioni, uso da tempo a cimentarsi in maratone springsteeniane in posizione centrale, il palco aperto sui quattro lati, grande spazio dove interagire non solo con la band ma con ballerini, performer, light designer, per rappresentare ogni canzone in una cornice di elementi visivi e scenografici. Ma questa volta c’è qualcosa in più: la ricerca di una sintesi narrativa ideale capace di raccontare la complessità, le sfide e i successi di un percorso lungo cinquant’anni. Perseguita ad ogni costo su uno stage in continua evoluzione, con 20 polistrumentisti (archi e fiati compresi), 26 artisti di altre discipline, cambi d’abito, effetti speciali, di tutto di più: un vortice multicolore, a tratti affascinante, a tratti francamente stordente ed eccessivo, sempre comunque dettato dalla sincera ambizione di andare oltre, a regalare alla platea un’esperienza indimenticabile. IL VIAGGIO sulla macchina del tempo chiamata musica parte con le note di «Questo piccolo grande amore», tema introduttivo ad uno slalom di pensieri, parole, ricordi agganciati ai finestrini di un passato nel quale gran parte di queste canzoni ha risuonato almeno una volta per ognuno di noi. «Amore bello» e «Io me ne andrei», «E tu» e «Poster», «Sabato pomeriggio» e «Strada facendo»… Baglioni dà fondo senza remore al bagaglio personale. Qualche calo di tensione diventa inevitabile man mano che le canzoni diventano più recenti, quindi inevitabilmente meno epocali. Ma al capolinea non c’è segno di stanchezza: né sul palco, né in una platea che per 180’ ha costellato lo show con dedizione assoluta, con impareggiabile trepidazione, cantandosi in coro buona parte della monumentale scaletta, con l’entusiasmo delle occasioni speciali. Doveva essere festa, festa è stata. •

Claudio Andrizzi
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