Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
15 agosto 2018

Spettacoli

Chiudi

13.06.2018

«Una grande festa» Carboni accelera e mette la Freccia

Luca Carboni: classe 1962, ha fondato il primo gruppo a 14 anni. Tredici gli album di studio pubblicatiL’artista pronto al firmacopie
Luca Carboni: classe 1962, ha fondato il primo gruppo a 14 anni. Tredici gli album di studio pubblicatiL’artista pronto al firmacopie

Atterra a Brescia lo «Sputnik» di Luca Carboni: il cantautore bolognese arriva questa sera al centro commerciale Freccia Rossa di viale Italia 31 per incontrare il suo pubblico e firmare le copie del nuovo album, uscito l’8 giugno, denominato proprio come il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra. Appuntamento alle 18, l’acquisto del cd al Mondadori Megastrore consentirà di ricevere il pass per l’accesso prioritario all’incontro con l’artista. Quasi un ideale antipasto preparatorio al concerto già in programma per il prossimo 3 novembre al Gran Teatro Morato di via San Zeno, penultima tappa di un lungo tour autunnale in partenza dall’intramontabile Vox Club di Nonantola il 12 ottobre. Non a caso, il debutto del live coinciderà con il giorno del suo compleanno: ma a dispetto delle 56 primavere Carboni sembra quasi vivere una nuova primavera artistica, ritrovandosi improvvisamente in piena sintonia con la moderna ondata it-pop di cui può a ragione considerarsi un padrino eccellente. Non a caso fra le firme di «Sputnik» spuntano quelle di Calcutta e Giorgio Poi, due fra i nomi più in vista del nuovo pop italiano, entrambi della scuderia Bomba Dischi: placet generazionale ad un lavoro che, dopo i successi del precedente «Pop Up», sembra rafforzare la sterzata in direzione di un’idea di canzone italiana. Obiettivo: lanciare un satellite di idee, melodie, intuizioni all’insegna di un electropop che prende come metafora la missione sovietica che spalancò la strada alle esplorazioni spaziali. «Di sicuro il nome Sputnik evoca atmosfere e ricordi che fanno parte della mia storia – ha dichiarato Carboni – Così come la copertina in stile propaganda sovietica che ho realizzato io stesso. Il gioco di rimandi continua sulla stessa lunghezza d’onda anche nel sound del disco, in bilico tra certi suoni anni ’80 ed il presente, con richiami alla new wave, al synth pop». DODICESIMO disco d’inediti di una discografia inaugurata nel lontanissimo 1984 da «…intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film», «Sputnik» è un album più «corale» rispetto ai suoi predecessori: al team di lavoro hanno partecipato anche Gazzelle, altro esponente di questa corrente neorealista capitolina, e la coppia Daniele Coro-Federica Camba, autori insieme a Valerio Carboni del primo singolo «Una grande festa», subito volato ai vertici delle classifiche dei brani più trasmessi dalle radio nazionali. «Per questo disco ho voluto provare a confrontarmi con una scrittura di tipo più collettivo, coinvolgendo alcuni fra i nomi più interessanti di una generazione di nuovi cantautori. Sono convinto che esista un legame tra questa nuova ondata e la mia eredità musicale». •

Claudio Andrizzi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok