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22 settembre 2018

Spettacoli

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07.03.2018

Uochi Toki, La Tempesta che si sdoppia

Uochi Toki: questa sera sul palcoscenico in città SERENERE PHOTOGRAPHY
Uochi Toki: questa sera sul palcoscenico in città SERENERE PHOTOGRAPHY

Definire l’indefinibile: con Uochi Toki è un po’ così. Unica soluzione: andare a vederli dal vivo per vedere di nascosto l’effetto che fa. Stasera l’occasione perfetta con la ripresa dei mercoledì della Latteria Molloy, serate organizzate per chiudere la bocca a quelli che «a Brescia non succede mai niente». Dopo un periodo di pausa, l’appuntamento infrasettimanale del club di via Ducos riparte. Il copione non cambia: alle 20 la Cena Parlata al primo piano della Latteria dove Jean-Luc Stote, responsabile delle selezioni musicali pre e post concerto, coinvolgerà gli artisti in una chiacchierata informale ad una tavolata collettiva, cui si partecipa su prenotazione (info@latteriamolloy.it, menù a 10 euro). Poi alle 22 il concerto, ad ingresso gratuito. Rico & Napo, i due Uochi Toki, arrivano dal profondo nord-est: dal 2001 hanno pubblicato molti dischi, che hanno ulteriormente scompigliato le carte di uno stile che, pur poggiando sul pilastro fondante dell’hip hop, si è distaccato anche radicalmente dai clichè del genere. L’ULTIMO LAVORO è del 2015: il titolo, «Il limite valicabile», sembra il manifesto operativo ideale di un modus operandi che non ha mai conosciuto barriere. L’album è uscito per La Tempesta Dischi e si compone a sua volta di due dischi ben distinti per titolo, approccio e contenuti: «Un disco rap» e «La fine dell’era della comunicazione». Formato gigante per una duplice esperienza d’ascolto: orizzontale, quasi ludica, spassionata nel «Disco Rap», verticale, oscura e minacciosa nell’altro microsolco. «Un’opera completa che rende l’idea di viaggi sempre più estesi sulla superficie, sempre più nel profondo della crosta terrestre, sempre più lontani nella galassia – è l’enigmatico commento del duo -. Prendete questo doppio disco come la nostra spedizione al Polo Sud, verso le montagne della follia. Copritevi bene e fate provviste perché c’è la possibilità di non tornare». •

C.A.
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